La manifestazione
«Ospedale ingolfato e paralizzato» L’Asl: ecco come interverremo
Il punto sulla sanità a Pistoia nella riunione della quinta commissione del consiglio comunale che ha ascoltato la relazione del direttore della Società della salute di Pistoia Daniele Mannelli
PISTOIA. I problemi più grossi dell’ospedale San Jacopo in questo momento? Sono sostanzialmente due: l’ingolfamento dei letti del dipartimento medico e la bassa produttività delle sale operatorie. E per tutti e due i problemi l’Asl Toscana Centro sta predisponendo le soluzioni. Lo ha detto ieri pomeriggio, davanti alla quarta commissione del consiglio comunale (quella che si occupa di sanità) il direttore della Società della salute di Pistoia, Daniele Mannelli.
Mannelli ha inaugurato le audizioni che la commissione vuol fare per preparare il consiglio comunale straordinario sui problemi della salute a Pistoia. Sono già in preparazione altri due incontri: uno con i sindacati, gli ordini professionali e le associazioni di volontariato e uno al quale dovrebbe partecipare lo stesso direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Morello Marchese.
Tornando alla riunione di ieri (era presente anche l’assessore alla sicurezza sociale Tino Nuti), a Mannelli è stato chiesto di fare il punto sullo stato della sanità pistoiese nell’ultimo anno.
Cominciando dal territorio, Mannelli ha messo in luce tre importanti passi in avanti compiuti durante l’ultimo anno. Il primo: l’allargamento del tetto massimo erogabile come “contributo badante”, passato da 450 a 600 euro al mese e destinato alle famiglie che devono assistere un anziano non autosufficente con l’ausilio di un’altra persona. L’Asl dispone anche di assistenza a domicilio, ma la contribuzione è una forma senz’altro meno cara. Rispetto agli inizi, è già da due anni che la Società della salute non procede più con un bando che si apre e si chiude, ma lascia sempre aperti i termini per presentare la domanda.
Il secondo miglioramento: l’attivazione di centri diurni semiresidenziali (al Villone e a Cantagrillo) che hanno permesso di azzerare la lista di attesa, che era di 70 persone. Terzo punto, la nascita di strutture a bassa intensità assistenziale (villa Chiara a Pracchia, villa Guidotti e il Turati a San Marcello): 44 posti, oggi quasi sempre occupati.
Mannelli ha poi ricordato la nascita delle strutture per “cure intermedie”, cioè quei pazienti dimessi dall’ospedale ma non ancora in grado di rientrare a casa. I primi 14 letti saranno attivati al Villone Puccini e il contratto – ha anticipato Mannelli – dovrebbe essere firmato entro luglio.
L’attivazione di questi posti è importante perché contribuirà a ridurre l’occupazione dei letti nel dipartimento di medicina, uno dei due problemi chiave del San Jacopo. Secondo Mannelli il problema non nasce da un presunto minor numero di letti rispetto alle necessità (in realtà – ha ribadito – i posti letto del San Jacopo sono una ventina in più rispetto al Ceppo) ma dall’accavallarsi frequente di ricoveri (che sono aumentati rispetto al passato) e dimissioni. Il risultato è che medicina “appoggia” spesso dei malati nel dipartimento di chirurgia, interferendo con l’attività programmata di quest’ultimo. Di qui problemi e malumori. La soluzione? Aumentare i medici, arrivando a raddoppiare il numero di professionisti di turno: in questo modo i flussi dovrebbero essere più fluidi.
L’altra questione, come detto, è la scarsa produttività delle 12 sale operatorie del San Jacopo, prodotta – secondo Mannelli – dalla carenza di anestesisti. «Abbiamo attivato graduatorie specifiche – ha sottolineato Mannelli – e presto faremo delle assunzioni che consentiranno di fare più operazioni. Prato e Pistoia sono gli unici due ospedali dell’Asl Toscana Centro con sale operatorie nuove: diventeranno dei veri e propri poli produttivi per tutta l’area».
La parola è quindi passata ai consiglieri comunali, che non hanno risparmiato a Mannelli domande e osservazioni critiche su diversi aspetti della sanità pistoiese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
