Il Tirreno

Pistoia

Giostra dell'Orso: «A queste condizioni è bene non farla»

Saverio Melegari
Una passata edizione della Giostra dell'Orso (foto Gori)
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Una passata edizione della Giostra dell'Orso (foto Gori)

Faliero Ramazzotti del Cervo Bianco sottolinea come la corsa sia stata snaturata dal nuovo regolamento

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PISTOIA. Varato il nuovo regolamento per la Giostra dell'Orso 2016, vengono fuori numerosi malumori. Quelli di alcuni rioni, in particolar modo il Cervo Bianco che sta ricomponendo alcune fratture interne nate negli ultimi mesi e che deve sempre rieleggere il nuovo presidente, e quelli dei volti storici della manifestazione simbolo del Santo Patrono di Pistoia, San Jacopo, che dopo un anno di stop tornerà il prossimo 25 luglio anche se in mezzo a tanti dubbi.

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Proteste, alzate di scudi, commenti al vetriolo che girano sui social network ed all'interno dei rioni che fanno capire come, in realtà, il nuovo regolamento non sia stato digerito da tutti. Abbiamo quindi interpellato uno dei “grandi vecchi” di Piazza del Duomo come Faliero Ramazzotti, una vita come responsabile Giostra del Cervo Bianco, per capire cosa c'è che non va. «Questo regolamento è un disastro per la tradizione della corsa di Piazza del Duomo - attacca a testa bassa Ramazzotti - ed è inspiegabile: un po' come se il Giro d'Italia si corresse interamente in Francia. E, visto com'è impostato, non è nemmeno giusto chiamare Giostra quello che succederà il prossimo 25 luglio, al massimo Palio di Pistoia. La cosa più assurda è l'inserimento dei cinque secondi di discrepanza fra il tempo minimo e massimo per ogni tornata: ma chi ha scritto questa norma lo sa che i cavalli nelle gambe non hanno un motorino? E poi c'è da concentrarsi, a livello di fantino, sulla curva, sulla velocità e sul bersaglio da colpire. Io sono dell'idea che se bisognava fare una cosa del genere era meglio aspettare ancora e, nel caso, che la commissione interpellasse persone che ne sanno di Giostra: come mai nessuno ha bussato alla porta di Luciano Niccoli?».

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Già dopo i fatti tragici del 2014, la discussione su come era stata presa la decisione di sospendere immediatamente la Giostra si infiammò con i “puristi” che non volevano un restyling che poteva essere ugualmente pericoloso per il fascino della manifestazione.

«Questa sfida non ha niente che rievochi la vera Giostra - conclude Faliero Ramazzotti - sarà lunghissima, complicata con penalizzazioni, bersagli più o meno colpiti e la gente avrà difficoltà a comprenderla. E i rioni in tutto questo non contano niente: siamo al 10 giugno e ancora non ci sono i cavalli per iniziare a prepararli. Hanno voluto forzare la mano e verrà fuori un buco nell'acqua. Con chi ce l'ho? Sicuramente il Comune e chi ha accettato di affidarsi alla Fitetrec ed a Mario Menici che ha poca esperienza di Giostra, a differenza di altri. Ed anche i presidenti dei Rioni ed il Comitato Cittadino si dovevano opporre fermamente a queste novità».

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