Italia
Lottare contro l’Alzheimer a Pistoia si fa il punto
PISTOIA. Pistoia si conferma una tra le città leader nella lotta alle malattie neurodegenerative e apre nuovamente le porte al 7° Convegno nazionale sui Centri Diurni Alzheimer domani (14-19,40) e l'1...
PISTOIA. Pistoia si conferma una tra le città leader nella lotta alle malattie neurodegenerative e apre nuovamente le porte al 7° Convegno nazionale sui Centri Diurni Alzheimer domani (14-19,40) e l'11 giugno (8,.30-13,.30) all'auditorium di via Panconi.
Con una diagnosi difficoltosa e una cura inesistente, le malattie di questo tipo sono oramai un'emergenza sanitaria ed economica con 1,2 milioni di casi in Italia. Il convegno, grazie all'iniziativa ed al minuzioso lavoro del professor Giulio Masotti di Firenze, è promosso e finanziato totalmente dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.
Nella provincia di Pistoia sono circa 7.000 i casi di demenza senile (84.000 in Toscana) di cui il 60% i casi di Alzheimer: un dato che sembra diminuire sensibilmente grazie alla prevenzione ma con un aumento del 400% previsto entro il 2050 a causa dell'invecchiamento della popolazione. Purtroppo, però, nonostante le malattie degenerative siano un problema non indifferente, ancora più difficile è offrire sostegno costante ai malati e alle famiglie che si trovano in queste situazione. A Pistoia, ad esempio, il centro di Monteoliveto ospita un massimo di 80 persone (circa una trentina al giorno) che si recano lì 2-3 volte alla settimana e poi la sera tornano nelle proprie case, per un totale di 16 posti disponibili ogni mille pazienti.
«I malati aumentano a causa dell'invecchiamento globale della popolazione ma diminuiscono le famiglie che si rivolgono ai centri diurni soprattutto per motivi economici -spiega il professor Giulio Masotti- una quota è fornita dall'Asl, l'altra viene pagata dalle famiglie sulla base del reddito". Come prevenire l'insorgere della malattia?»
Una corretta alimentazione, connessa ad un'attività intellettuale di qualunque tipo e ad un'attività fisica costante sono la prevenzione migliore -continua il professore – sono allo studio vari tipi di vaccino, ma oggi possiamo contare solo su farmaci e terapie capaci di rallentare il decorso del male".
(a.t.)
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