Il Tirreno

Pistoia

Bardi spa, in 61 rischiano il posto di lavoro

di Tommaso Artioli
Bardi spa, in 61 rischiano il posto di lavoro

Annunciata la mobilità per quasi la metà dei dipendenti, i sindacati hanno proposto il contratto di solidarietà

2 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. Sono 61 i posti di lavoro a rischio alla Bardi spa di Quarrata. La storica azienda di salotti ha aperto una procedura di mobilità, informando le organizzazioni sindacali e i lavoratori, che hanno proclamato lo stato di agitazione. Una decisione che giunge dopo alcuni anni di impiego degli ammortizzatori sociali da parte dell’azienda, che oggi sembra non credere più nell’utilizzo di queste misure. Tanto da esprimere perplessità di fronte alla richiesta di utilizzo del contratto di solidarietà avanzata dai lavoratori, sostenuti da Fillea Cgil e Filca Cisl. Sindacati che ritengono la richiesta del contratto di solidarietà come «alternativa ai licenziamenti, responsabile, lungimirante e utile». «L’azienda – chiariscono le sigle sindacali in una nota - ha per adesso confermato la volontà dei licenziamenti, riservandosi una generica possibilità di approfondimento». Prosegue, dunque, la trattativa, alla quale sono legate le sorti dei 61 lavoratori. Un numero ingente sui circa 130 dipendenti complessivi dell’azienda di Quarrata. Posti di lavoro, quelli per i quali è stata aperta la procedura di mobilità, quasi tutti concentrati nel settore produttivo. «I lavoratori – spiegano le sigle sindacali - rivendicando la strategicità di ogni posto di lavoro, hanno respinto con determinazione la volontà dell’azienda, reputando la scelta aziendale per affrontare la crisi miope e sbrigativa, in grado solamente di aumentare la già grave situazione del territorio quarratino». Un annuncio, quello della Bardi, che nessuno sembrava aspettarsi in questi termini. L’azienda, che comunque da circa quattro anni era interessata dall’impiego degli ammortizzatori sociali, aveva già mostrato di soffrire sui mercati esteri ed in particolare su quello francese. Le oscillazioni degli ultimi anni avevano portato a fasi di difficoltà legate a particolari periodi dell’anno, senza però far presagire un ridimensionamento di queste proporzioni. La Bardi è nata a Quarrata negli anni ’50 come laboratorio artigianale di divani e poltrone. Guidata dai fratelli Massimo, Luca e Roberto Bardi (quest’ultimo scomparso nel 2011), all’inizio degli anni Duemila aveva delocalizzato parte della produzione in Romania e Ungheria per abbattere i costi del lavoro. In quel decennio la Bardi aveva continuato ad assumere e investire, vedendo crescere il fatturato in alcuni anni anche del 7-8%. Nel 2009 era poi sbarcata in India, esponendo con altre aziende toscane nello showroom del mobile di Bengalore, città punto di riferimento per l’arredamento in India. Su tutta la vicenda, finora la Bardi spa, seppur contattata, non ha rilascaito dichiarazioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web