Sicurezza
Alla ricerca del compagno di lager
Famiglia di San Miniato cerca alla Lima i familiari dell’amico del bisnonno morto in Germania
SAN MARCELLO. Il ricordo di un congiunto caduto durante l'ultimo conflitto mondiale è ancora vivo nei cuori della famiglia sanminiatese Lelli Nieri. Si chiamava Giuseppe Lelli, nato a Poggio a Isola nel 1919 e morto a bastonate nel campo di concentramento di Bockweitz, in Germania. Su di lui, la famiglia cominciò alla fine degli anni Ottanta delle ricerche storiche, fino a tentare di riportare la salma nella sua terra d'origine; i tragici fatti della seconda guerra mondiale non permisero però il ritorno in patria, privando i Lelli Nieri di una tomba su cui posare un fiore. Adesso, però, il recente ritrovamento di una lettera, datata al 19 novembre 1945, pare aprire un ultimo spiraglio di speranza, convincendo la famiglia a fare un appello: ritrovare l'autore della lettera o i suoi parenti. La corrispondenza è firmata da Tolmino Carmignani, un commilitone amico di Giuseppe Lelli che fu tra gli ultimi a vederlo in vita e che, successivamente, scrisse ai genitori per avvisarli della tragica fine. «La lettera l'ho trovata per caso mentre sfogliavo dei documenti nell'archivio storico di San Miniato Basso - afferma Ilaria Nieri, trisnipote di Lelli - È stata un'emozione immensa». Noto era che nella primavera del '45 passò da Poggio a Isola un giovane in bicicletta, dicendo di venire dalle parti dell'Abetone e portando in ricordo l'orologio sfilato a Giuseppe Lelli in punto di morte. «Ora sappiamo il nome di quell'uomo e che era residente alla Lima, nel pistoiese - prosegue Ilaria Nieri - Il nostro appello, quindi, mira a conoscere la famiglia Carmignani, in virtù del legame di amicizia che unì i nostri cari durante la guerra. Per trovarli ho pure scritto ai sindaci di Piteglio e San Marcello Pistoiese, ma non ho ancora ricevuto risposta». Commovente la lettera di Tolmino ai genitori di Giuseppe, un reperto che in poche righe ha riacceso la memoria. «Il suo caro Giuseppe non può più tornare tra le braccia di mamma - si legge nel testo - so bene signora è tanto meglio sperare che sapere la triste realtà, ma per lo meno col passare del tempo potrà farsene di una ragione come pure tutta la sua famiglia». E poi ancora: «Vi dico solo che il vostro Giuseppe l'8 maggio 1944 circa le ore 7 del mattino moriva causa emorragia. In quel lager eravamo in circa 300, tutti parteciparono al suo trasporto». Parole dolorose, utili tuttavia a chiudere il cerchio di ricerche della famiglia Lelli Nieri. «Nel 1989 abbiamo tentato di riportare i resti di Lelli nel cimitero di Ponte a Elsa - afferma il parente Riccardo Nieri, al tempo consigliere comunale del Psi di San Miniato - La questione finì in consiglio comunale con l'istituzione di una commissione per la ricerca dei caduti sanminiatesi, ma decisivo fu l'intervento dell'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, al quale mi appellai, poiché ci permise di individuare la salma di Giuseppe in un cimitero della Germania dell'Est. Avviate le pratiche per l'esumazione, venne l'amara scoperta: dall'ambasciata italiana a Berlino ci dissero che il trasferimento non era possibile perché Giuseppe si trovava in una fossa comune. Svanita la speranza di riportare in Italia le sue ossa, ora non abbiamo che il desiderio di trovare i Carmignani e se Tolmino non fosse ancora in vita, di far visita alla sua tomba».
Serena di Paola
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
