Gioco
Porrettana, dissuasori contro la velocità
La via Bolognese sorvegliata speciale dopo l’ultima tragedia: entro un mese due speed check a Capostrada e alla Cugna
PISTOIA. È tempo di discussioni e polemiche dopo l’ennesimo mortale sulla Porrettana, e mentre la Polizia municipale consegna al sostituto procuratore di turno, Claudio Curreli, la documentazione relativa all’incidente in cui ha perso la vita Fabrizio Bianchi, il popolo dei social analizza la pericolosità di una strada tanto bella quanto pericolosa, amata dai motociclisti ma sulla quale troppi di essi lascia la vita.
Motociclisti che vanno troppo forte? Ciclisti che pedalano in gruppo sulla carreggiata? Automobilisti che viaggiano col cellulare in mano? A chi la responsabilità maggiore degli incidenti che imperversano sulle strade? La discussione prende un respiro ampio, ma nel merito della Porrettana c’è un dato di fatto: le vittime degli incidenti sono quasi tutte motociclisti, e in tanti - dai residenti a chi la percorre - chiedono soluzioni.
Una novità è in arrivo per le prossime settimane: due degli speed check che sono in corso di installazione sulle strade cittadine, saranno posizionati proprio sulla via Bolognese. Uno a Capostrada, e uno all’altezza della Cugna. A rotazione, all’interno di uno speed check sarà inserito un autovelox. E c’è da giurare che, nonostante i dissuasori totali previsti (dalla Modenese, alla Fiorentina, alla via Montalese, alla Pratese Vecchia) siano 42 l’autovelox sarà spesso in quelli sulla Porrettana. L’installazione è iniziata il 31 maggio, e la ditta che ha vinto l’appalto ha tempo due mesi per completare il lavoro.
Intanto la procura ha dato il nulla osta per il rilascio della salma di Fabrizio Bianchi, che stamani sarà trasferito a Capannori in attesa del funerale. Il 48enne impiegato di Segromigno in Monte ha perso la vita domenica intorno alle 14 in un incidente sulla Porrettana, all’altezza del 44° Parallelo. Nell’incidente è rimasta coinvolta, oltre alla Ducati di Bianchi, una Fiat Panda con a bordo nonna e nipotino (fortunatamente illesi). La donna, che proveniva dalla stradina parallela al ristorante, via Poggiolo e Croce a Uzzo ha affermato che si era già immessa sulla carreggiata quando è sopraggiunta la moto di Bianchi. Su questo e su altri fattori - ad esempio la velocità del mezzo a due ruote - sono in corso gli accertamenti della Polizia municipale.
I residenti della Porrettana invocano più controlli. Scrive sul Tirreno Pistoia facebook Marina Del Savio: «Abito sulla via Bolognese: dal sabato pomeriggio alla domenica sera, dalla primavera all’autunno la situazione è insostenibile a causa del rumore assordante dei motociclisti che usano la strada come fosse il circuito del Mugello. Le rare volte che c’è una pattuglia, li vedo fermarsi per fare il passa parola con il cellulare. Venti minuti di requie e poi si ricomincia...»
Non sono pochi gli stessi motociclisti che dicono di evitare ormai la Porrettana, mentre altri fanno notare come la responsabilità degli incidenti sia spesso ascrivibile a condotte non corrette degli automobilisti.
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