Il Tirreno

Pistoia

"Abbiamo sentito smurare la cassaforte"

Ancora furti in abitazione, stavolta presa di mira la zona della Vergine
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Ancora furti in abitazione, stavolta presa di mira la zona della Vergine

I minuti di terrore dei coniugi Cappellini. In via Alberti polizia e carabinieri, arrestato uno dei ladri

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PISTOIA. Quando hanno provato a disattivare l’allarme la centralina si è illuminata di svariati colori, ma non di quello giusto: il verde. L’allarme era stato disinserito. Hanno aperto con prudenza la porta, sentendo rumore di passi al piano superiore. Sono stati minuti di terrore per Marcello Cappellini, medico dentista, e per la moglie Nadia Meli, insegnante, che domenica 5 giugno, intorno alle 23, sono tornati a casa e l’hanno trovata “occupata” dai ladri. Marito e moglie si sono nascosti all’esterno dell’abitazione, in attesa delle forze dell’ordine. E il loro provvidenziale arrivo ha permesso di arrestare uno dei due complici - con ogni probabilità il palo - di un furto che appare studiato.

I due (ma la polizia non esclude che la banda sia composta da più persone e sta cercando di risalire a eventuali altri colpi commessi in città) sapevano che la cassaforte a muro era nella stanza della figlia, e sono saliti al primo piano della villetta di via Leon Battista Alberti (traversa di via Roccon Rosso, nel quartiere della Vergine). Come? «La finestra della stanza di nostra figlia aveva il vetro rotto - spiegano Nadia e Marcello Cappellini - Forse sono passati dal cancello sul retro, si sono arrampicati sulla gronda, e da lì sul cornicione. Vi abbiamo trovato impronte di piedi con erba calpestata. Poi il ladro - la polizia ritiene che fosse uno, mentre il complice era in strada a fare da palo - ha chiuso la porta a chiave per fare i propri comodi. Le altre stanze non sono state toccate». Probabilmente non si aspettavano il rientro dei due coniugi, alle 23. «E d’altra parte - commenta Nadia Meli - alle 21 è ancora giorno, non potevano entrare in azione prima». I Cappellini hanno sentito rumore di passi e si sono nascosti, chiamando il 112. «Sono passati alcuni minuti - racconta il dentista - e a un certo punto mi sono ricordato di non aver chiuso la porta. Mi sono avvicinato piano e quando avevo la mano sulla maniglia ho sentito un rumore, forte, provenire dal piano superiore». Era una mola, che sarà poi ritrovata nella stanza della figlia. «Mia moglie - continua Cappellini - mi ha chiesto cos’era quel rumore, e io le ho detto che stavano smurando la cassaforte». Hanno richiamato le forze dell’ordine, mentre l’adrenalina schizzava alle stelle e i ladri ancora non si erano accorti della loro presenza. Ma qualche minuto dopo il rumore della mola in azione è cessato. Di lì a qualche istante sono comparsi due carabinieri.

«Si sono avvicinati a piedi - spiega Nadia Meli - Giustamente avevano lasciato l’auto in un parcheggio vicino per non farsi notare». Uno dei militari ha gridato al collega: «Stanno scappando!». E si sono gettati all’inseguimento dei ladri, mentre in via Leon Battista Alberti sopraggiungevano anche due Volanti della Polizia. Uno dei due è riuscito a far perdere le proprie tracce, ma sono stati proprio gli agenti delle Volanti a catturare il complice. «Hanno suonato al campanello del nostro vicino, e l’hanno fermato mentre stava attraversando il giardino». Si tratta di un venticinquenne albanese residente a Signa. Ieri il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto. «Non abbiamo quantificato i danni - spiegano i coniugi Cappellini - ma tra vetro rotto e allarme danneggiato non è poco. Non ha invece fatto in tempo ad aprire la cassaforte. Sappiamo che nell’auto sono stati trovati altri arnesi da scasso». (t.g.)

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