Il Tirreno

Pistoia

Tassi bassi e i mutui casa ripartono

di Fabio Calamati

Pistoia, “effetto Draghi” sulle famiglie, meno sulle imprese. Crescono i crediti in sofferenza

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PISTOIA. Cominciano a sentirsi anche in periferia gli effetti della cura-Draghi sull’economia del Vecchio Continente. Le continue iniezioni di soldi liquidi nel sistema da parte della Banca centrale europea abbassano i tassi di interesse, nonostante il permanere di tanti crediti in sofferenza, e i presti tornano a crescere. Anche se, per il momento – almeno a Pistoia – sembrano preferire la strada dei mutui casa per le famiglie a quella degli investimenti per le imprese.

Queste le ultime novità sul fronte delle banche, messe in luce dall’uscita quasi contemporanea di due report sul credito in provincia: quello della Camera di commercio, che si ferma alla fine dell’anno, e quello dell’ufficio studi di Confindustria Toscana Nord, che si spinge a scandagliare anche i primi quattro mesi del 2016.

I tassi di interesse. Entrambi i rapporti sono concordi nel mettere in luce la prosecuzione della discesa dei tassi di interesse. Nella tabella sono indicati i valori dei tassi per i crediti a revoca (i classici “fidi”, ad esempio. Per quanto riguarda quelli praticati alle imprese, la situazione pistoiese è pienamente in linea con quella toscana, mentre per le famiglie consumatrici i tassi sono più bassi qui che in Regione e anche la dinamica di variazione è più netta.

Insomma, il denaro continua a costare sempre meno. Ma che fine fa?

Gli impieghi. Complessivamente a gennaio 2016 il totale degli impieghi (mutui, scoperti di conto, prestiti, anticipi e altro) ammontava a 8,4 miliardi di euro per la provincia di Pistoia, con una crescita media degli ultimi tre mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’1,8%, nettamente superiore al dato regionale che rimane negativo per lo stesso periodo.

Un dato trascinato soprattutto dagli impieghi delle famiglie, tra i quali hanno un’importanza centrale i mutui casa: evidentemente il calo delle quotazioni degli alloggi, negli ultimi anni, sta finalmente scuotendo il mercato. La crescita di impieghi pistoiese per le famiglie è nettamente superiore a quello della Regione (6,5% contro 5,7).

Continua a stentare, invece, la crescita degli impieghi nel settore produttivo, che è titolare di 5,3 miliardi di impieghi (sugli 8,4 totali). Anche se questo “andamento lento” è un problema generale e negli ultimi anni le cose non sono andate a Pistoia peggio che nel resto della regione.

Le sofferenze. Dove invece la situazione della provincia torna a differenziarsi rispetto alla Toscana è nella situazione delle sofferenze, cioé di quei crediti che le banche non contano di riuscire a recuperare, almeno nella loro interezza, a causa delle difficoltà del debitore. Ebbene, sia per le famiglie che – in modo ancora più netto – per le imprese, il tasso di decadimento dei crediti (cioè la percentuale di quelli che entrano in sofferenza) è molto più alta a Pistoia che in Toscana: per le imprese siamo addirittura al 6,1% contro il 4,8% del resto della regione. Non solo, mentre in Toscana questo valore è sostanzialmente immobile, in provincia sta crescendo in modo allarmante.

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