Il lutto
Laing: ho lasciato un’azienda sana
L’ex amministratrice respinge le accuse e rivela di aver già parlato con i magistrati
PISTOIA. Simona Laing finora non ha convocato conferenze stampa, come quando, nell’aprile 2015, fu esclusa dalle candidature per il consiglio regionale. Eppure, oggi come allora, il suo nome è nell’occhio del ciclone, accusata in sostanza di aver lasciato che i conti della Farcom, l’azienda da lei guidata, venissero artificiosamente (per errore, fino a prova contraria) gonfiati fino a produrre utili più ricchi del reale. La sua unica comparsa pubblica a Pistoia è avvenuta giovedì, a fianco di Ignazio Marino, l’ex sindaco che presentava il suo libro alla Feltrinelli e che l’ha fortemente voluta alla guida delle farmacie capitoline.
Per il resto, la sua linea di difesa è sempre quella lanciata su Facebook all’indomani dell’esplosione della bufera su Farcom. “Lascio un’azienda con un milione 800.000 euro di liquidità. Abbiamo acquistato una nuova sede in via Desideri a 280.000 euro in contanti, abbiamo pagato bene i soci e anche il fisco. I bilanci sono tutti certificati e sostenuti dai sindaci revisori. Sono fiera del mio lavoro e perfettamente tranquilla”.
Laing fa anche notare che Farcom ha sempre fatto utili fin dalla sua nascita e che il 2015 sarebbe il primo anno senza. Riconosce al suo successore Alessio Poli il diritto di impostare come crede l’azienda ma respinge seccamente qualunque ipotesi di comportamento illegittimo. E ha spiegato che, per tutelarsi, le scale della procura della repubblica le ha già salite anche lei.
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