Il Tirreno

Pistoia

Trenta interventi per sciami d'api, anche in centro a Pistoia

I pompieri recuperano lo sciame d'api
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I pompieri recuperano lo sciame d'api

Pompieri al lavoro in tutta la provincia. Nel pomeriggio autogru alla chiesa di San Michele: si erano depositate nel sottogronda

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PISTOIA. "Pronto, c'è uno sciame d'api nel sottogronda... venite subito". Di telefonate così, nella giornata di sabato 28 maggio, ne sono arrivate una trentina alla sala operativa dei vigili del fuoco. Una giornata bollente, e non solo dal punto di vista meteorologico. Con l'arrivo del caldo le api... sciamano. E' un fenomeno frequente in questa stagione.

Ieri i pompieri sono intervenuti, in alcuni casi con l'aiuto degli apicoltori, in tutta la provincia. Al parco dell'Aringhese a Montale, dove un grosso sciame si era depositato nella chioma di un albero. Segnalazioni sono pervenute da Montecatini e anche dal centro di Pistoia. Uno degli ultimi interventi, anche questo servendosi della collaborazione di un apicoltore, nel sottogronda della chiesa di San Michele, vicino a piazza della Sapienza. Intorno alle 18,30 i vigili del fuoco sono saliti sul tetto con l'autogru e hanno recuperato lo sciame con una cassetta.  Tanti i passanti con il naso all’insù per assistere alla scena. “Bisogna vedere se c’è la regina per metterla dentro un contenitore, dato che non è possibile posizionare un’arnia a quell’altezza; in questo modo tutte le altre api la seguiranno e il lavoro è più semplice", spiega uno dei vigili del fuoco.

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"Il mondo della api - raccontava al Tirreno un anno fa Andrea Pastorini, apicoltore di San Baronto - è un sistema molto complesso ed organizzato, dove ogni esemplare ha una propria funzione: c’è l’ape spazzina, la nutrice, la guardiana e l’esploratrice. Quando dentro un alveare, che può contare dalle 50mila alle 70mila api e può costare anche 120 euro, si decide di fare una nuova regina,la vecchia regina sciama e va via con una parte di api, per collocarsi in una nuova sede, cercata precedentemente dalle api esploratrici. In genere la prima sciamatura viene fatta vicino al’alveare, nell’arco di 30 metri al massimo, mentre le altre sciamature anche in luoghi più lontani”. “Quando nascono, le api sono tutte uguali e vengono nutrite per tre giorni con pappa reale –spiega l’apicoltore- In seguito si nutrono di polline e miele, mentre la regina continua a mangiare per tuta la vita pappa reale e può vivere fino a 5 anni, a dispetto delle altre api che vivono 30-40 giorni”. (t.g.-a.t.)

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