Sicurezza
Tempestava di messaggi l’ex, condannato
Il giudice Gaspari di Pistoia, nei confronti di un quarantenne, ha emesso una sentenza a due anni e quattro mesi di reclusione più il pagamento delle spese processuali e di una provvisionale di cinquecento euro immediatamente esecutiva nei confronti della parte civile
PISTOIA. Due anni e quattro mesi di reclusione più il pagamento delle spese processuali e di una provvisionale di cinquecento euro immediatamente esecutiva nei confronti della parte civile. E’ questa la sentenza di condanna del giudice Luca Gaspari nei confronti del quarantenne che è stato arrestato due volte in quattro mesi con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex compagna. L’uomo è tuttora agli arresti domiciliari dopo che aveva disatteso il precedente provvedimento del giudice di non avvicinare la vittima e di non tempestarla di messaggi telefonici.
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La sentenza è arrivata ieri mattina dopo l’audizione dello stesso imputato che in aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero e del suo avvocato di fiducia, Fausto Malucchi, ha ammesso i fatti che gli venivano contestati, ha dichiarato di aver preso coscienza del suo comportamento illecito e chiesto scusa all’ex compagna, anche lei presente in aula e difesa dall’avvocato Francesca Barontini.
La coppia si era lasciata nel 2014 dopo un paio di anni di convivenza. Lei non accettava la sua gelosia morbosa ed aveva deciso di troncare la relazione. Una decisione che il quarantenne non è riuscito ad accettare, complice forse anche il fatto che l’ex ha cercato di chiudere la relazione in maniera soft senza un taglio netto. I due hanno continuato ad avere un buon rapporto all’inizio, poi lei si è accorta che lui continuava ad illudersi di riprendere la relazione e andava spesso a trovarla al lavoro, oppure l’aspettava davanti all’ufficio. I messaggi sul telefonino sono cominciati ad essere troppo pressanti, minacciosi e a metterle ansia e così lei ha deciso di tagliare di netto, non riuscendo però a frenarlo e vedendosi costretta a denunciarlo. L’uomo fu sorpreso in flagrante dai poliziotti nel dicembre dell’anno scorso nel parcheggio mentre l’aspettava all’uscita dall’ufficio. Il giudice quindi emise un provvedimento nei suoi confronti di non avvicinare la donna e di non avere con lei alcun contatto. Ma l’uomo ha continuato ad inviarle messaggi e a chiamarla sul luogo di lavoro costringendo la donna a sporgere una nuova denuncia e al giudice ad emettere un provvedimento di arresti domiciliari. Il pm ha chiesto due anni ed otto mesi di condanna. L’avvocato Malucchi ha cercato di dimostrare la modestia degli episodi contestati al proprio assistito chiedendone l’assoluzione perchè il fatto non costituisce reato ma il giudice è stato di avviso contrario. (p.p.)
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