Il Tirreno

Pistoia

Zero utili per la Farcom stop alle sponsorizzazioni

di Fabio Calamati

Il nuovo manager Alessio Poli conferma: errori nella valutazione dei magazzini Al Comune 455.000 euro di utili in più, all’erario 214.000 euro di imposte

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PISTOIA. Il bilancio 2015 della Farcom non è ancora chiuso, ma di certo di utili non ce ne saranno. Lo ha confermato l’amministratore unico Alessio Poli, da febbraio alla guida dell’azienda delle farmacie comunali, nel corso dell’audizione di ieri alla prima commissione del consiglio comunale.

La commissione era convocata per far luce sull’allarme rosso scattato proprio per i conti della Farcom dopo l’avvicendamento alla guida tra Simona Laing (chiamata a dirigere le farmacie di Roma) e lo stesso Poli. Il preoconsuntivo 2015, firmato dalla Laing, parlava di un utile previsto di 540.000 euro; quattro mesi dopo, Poli non l’aveva confermato, spiegando di aver trovato, tra l’altro, una differenza di addirittura 800.000 euro tra la valutazione delle rimanenze di magazzino reali e quelle risultanti a bilancio. Per questo il Comune aveva subito prudenzialmente azzerato l’utile previsto in entrata da Farcom, recuperando i 540.000 euro mancanti alle entrate con altre voci.

Ai commissari, Poli ha spiegato di essersi accorto, già poco tempo dopo il suo arrivo, della discrepanza nella valutazione del magazzino, cioé dell’insieme di prodotti (soprattutto medicine, ma non solo) in giacenza nelle sette farmacie e nel magazzino commerciale che Farcom ha aperto da alcuni anni e che lavora in sostanza come grossista del settore. Tramite le verifiche subito ordinate, è emerso che non si trattava di ammanchi fisici (insomma, nessun furto o cose del genere) ma di un (presunto) errore di stima del valore dei beni, errore che si starebbe ripetendo da ben tre anni. Poli, insieme ai sindaci revisori della società, ha sottolineato che le verifiche sono state effettuate proprio con il metodo dichiarato da Farcom nei bilanci, ma che le cifre non tornano affatto con quelle inserite nei conti. Per esempio, il valore di magazzino a fine 2015 risulterebbe 1,4 milioni di euro, mentre nel preconsuntivo si arrivava a 2,3 milioni.

Ricalcolando correttamente i valori di magazzino, gli utili degli anni dal 2012 al 2014 sarebbero da ridurre notevolmente: da 501.000 a 357.000 nel 2012, da 500 a 403.000 nel 2013, da 581 a 366.000 nel 2014. Complessivamente, nei tre anni Farcom avrebbe distribuito al Comune utili in più per 455.000 euro, pagando 214.000 euro in più di imposte.

Nel bilancio 2015 gli errori verranno corretti, ma l’utile scomparirà del tutto. Per l’azienda, che comunque è sana e redditizia – ha sottolineato Poli – il problema sarà solo transitorio; il Comune starà a dieta nel 2016 dopo pasti troppo lauti negli anni precedenti; anche la partita delle imposte potrebbe alla fine risolversi senza troppi danni, grazie ad un confronto aperto con l’Afgenzia delle entrate. Ma l’intera vicenda dimostra «una scarsa attenzione alla tenuta contabile» come ha sostenuto l’amministratore unico. Anche perché di problemi ne sarebbero emersi degli altri, dal mancato storno nei bilanci delle ferie godute dal personale alla discrepanza che emergerebbe tra inventari e documenti contabili per quanto riguarda il valore degli ammortamenti.

In conclusione, Poli non è ancora in grado di dire come chiuderà i conti 2015 la Farcom. Per intanto sono state prudenzialmente congelate, nel corso dell’assemblea dei soci del 29 aprile scorso, le sponsorizzazioni che Farcom aveva previsto nel corso dell’anno.

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