Il Tirreno

Pistoia

I consigli di Vittorio Sgarbi «Una mostra e un festival»

di Valentina Vettori
I consigli di Vittorio Sgarbi «Una mostra e un festival»

Quasi mille persone nella chiesa di San Francesco per la lectio magistralis «Pistoia dovrà approfittare di questa occasione per inserirsi nei circuiti turistici»

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PISTOIA. Una chiesa di San Francesco gremita di persone, quella che ha accolto l’arrivo di uno dei critici d’arte tra i più noti del panorama italiano, Vittorio Sgarbi. L’evento, organizzato da banca Mediolanum, in collaborazione con il liceo classico Forteguerri, ha chiamato a raccolta quasi un migliaio di persone. Per un colpo d’occhio impressionante.

Sgarbi, invitato in città per una lectio magistralis sui segreti di Pistoia, ha tessuto le lodi di un luogo, visitato più volte in passato, e in cui torna sempre molto volentieri. Una città – spiega – che merita di aver ricevuto il prestigioso riconoscimento di capitale italiana della cultura, e che deve assolutamente essere scoperta e vissuta, perché ricca di un patrimonio culturale e artistico che niente ha da invidiare ad altre città toscane.

Con l’occasione, Sgarbi dispensa anche alcuni consigli per il 2017, anno da capitale. La creazione di un festival letterario, come “Caffeina” a Viterbo, e una mostra sulle bellezze del patrimonio artistico barocco toscano, a partire da quella che la città già conserva all’interno dell’antico Palazzo dei Vescovi.

La collezione seicentesca di Piero Bigongiari, poeta e studioso pistoiese. Un’ora e mezzo di intervento a braccio, in cui Sgarbi ha parlato di una Pistoia bella e appartata, detentrice di un patrimonio segreto che merita di riemergere dall’ombra sotto cui hanno vissuto per anni. Schiacciata da città come Firenze, Siena, Pisa e Lucca.

Interventi che hanno raccolto applausi e apprezzamenti, e che il critico ferrarese – tra il serio e il faceto – ha alternato anche a numerose battute. Su tutte l’apprezzamento rivolto al sindaco Samuele Bertinelli, del quale ha detto«è l’unico sindaco che abbia mai incontrato che parla un italiano perfetto. È anche per questo che è arrivata la nomina a capitale della cultura».

Battute a parte, il critico d’arte spiega che per risollevare l'intero paese, l’unica strada è puntare sulla bellezza e la cultura. E allo stesso modo, anche Pistoia dovrà saper approfittare del suo anno da capitale italiana della cultura. Un’occasione ghiotta che, se ben sfruttata, riuscirà a inserire la città nel circuito turistico toscano, al pari delle altre grandi città della regione.

«La bellezza di Pistoia sta nei suoi luoghi segreti» dice ancora Sgarbi. E cita gli assi nella manica della città: dalla chiesa di San Bartolomeo in Pantano, simbolo del romanico, alla magnificenza del Fregio Robbiano, opera rinascimentale unica nel suo genere a cui, già in gioventù, dedicò un saggio di critica d'arte. E poi ancora la collezione del seicento fiorentino di Bigongiari, allestita all'interno di Palazzo dei Vescovi, fino a Marino Marini. Artista che Sgarbi definisce scultore universale. Un patrimonio artistico e culturale, quello pistoiese, di straordinaria grandezza, che anche i pistoiesi devono imparare a conoscere a fondo. Al termine dell'intervento, grandi applausi e una folla che all'esterno di San Francesco ha accolto Sgarbi con strette di mano e la richiesta degli ormai rituali selfie.

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