Il Tirreno

Pistoia

Solo un’impresa su quattro è puntuale nei pagamenti

di Francesco Albonetti

Pistoia maglia nera in Toscana nella classifica dei debiti saldati ai fornitori Tempestini: «Ripresa ancora troppo debole». Vivai: «Serve un’azione forte»

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PISTOIA. Le imprese pistoiesi in Toscana sono quelle con più difficoltà a rispettare i tempi dei pagamenti ai fornitori. Se a Pisa riesce a sladare i debiti quasi il 38% delle aziende, in provincia di Pistoia sono meno del 26%. Dati freschi, quelli contenuti nello “Studio pagamenti” aggiornato a fine marzo 2016, realizzato da Cribis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha studiato i comportamenti di pagamento delle imprese toscane.

Pagamenti: Pistoia maglia nera. Pisa è la provincia più puntuale della Toscana con il 37,9% di imprese virtuose. Seguono nella classifica Prato con il 36%, Firenze con il 35,6%, Massa (34%), Grosseto (33,1%), Arezzo (33%), Lucca (33%), Siena (32,5%), Livorno (30,7%) e Pistoia (25,7%). A livello regionale solo il 32,9% delle 354.900 imprese toscane ha saldato alla scadenza le fatture ai fornitori. Un dato, quello toscano, inferiore alla media nazionale, che è del 35,1%. Ben il 14% invece delle imprese ha regolato i conti con oltre un mese di ritardo, contro il 13,8% della media del Paese. Rispetto al 2010 i pagamenti puntuali sono calati del 13%. Ma a preoccupare maggiormente sono i ritardi gravi, cresciuti in questi anni del 180%. Se invece si considera l'ultimo anno, sono diminuiti sia i pagamenti alla scadenza (-1%), sia i saldi oltre i 30 giorni di ritardo (-8%).

Tempestini (Confcommercio): «La ripresa è ancora debole». «I risultati di questo studio non mi sorprendono - commenta Tiziano Tempestini, direttore generale Confcommercio Pistoia Prato - perché i dati numerici vanno molto oltre la sintesi che vorrebbe le imprese pistoiesi poco puntuali nei pagamenti. Intanto prendendo in considerazione il dato nel suo insieme e cioè che solo il 25,7% delle aziende pistoiesi riesce a stare al passo con le scadenze si comprende quanto il sistema economico della nostra provincia stia scontando, oggi, gli ultimi anni caratterizzati da difficoltà profonde e perduranti. Per quanto negli ultimi mesi si sia iniziato a parlare ripresa è ancora molto flebile e soprattutto, eventuali ricadute positive nelle gestioni finanziare aziendali non si verificano nell'immediato ma potremo riscontrarle solo in fase successiva». Secondo Tempestini, sulle diversità fra le singole province toscane «incidono catteristiche oggettive legate ai settori economici predominanti in ogni territorio». Ne sono un esempio il commercio e l'agricoltura «che nella nostra provincia, non a caso, sono infatti determinanti». «Il commercio nel settore moda, dove la gestione dei pagamenti è molto complessa a causa del largo anticipo con cui i dettaglianti sono costretti ad effettuare gli approvvigionamenti senza nessun riscontro oggettivo rispetto a quelli che saranno i risultati di vendita l'anno successivo».

Vivai (Cna): «Territorio immobile, serve un’azione forte». Secondo Stefano Vivai, direttore di Cna Pistoia, «questi dati confermano la situazione rivelata dalle analisi statistiche del rapporto Trend, con Pistoia fanalino di coda nei principali indicatori economici. Anche i dati positivi su una ripresa generale, vedono Pistoia ancora in fase di recessione rispetto alle altre province, con un calo del 20% degli investimenti. I tempi di pagamento che si allungano non fanno che confermare l’immobilismo esistente sul territorio, con la necessità di un’azione forte da parte di tutti, istituzioni e categorie economiche. Non illudano i dati di ripresa evidenziati dalla Camera di commercio, perché se nascono più imprese bisogna anche vedere che tipo di impresa sono».

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