Scontro dentro al Pd sul no a nuovi vivai
Il segretario provinciale Trallori attacca il Comune: chiarisca, o sembra ambientalismo barricadero. Il capogruppo Sarteschi: no, sono equilibrati
PISTOIA. Lo stop all’espansione dei vivai pronunciato dal Comune nelle osservazioni inviate alla Provincia per la revisione del Piano territoriale di coordinamento non è piaciuto al segretario provinciale Pd (e consigliere comunale) Riccardo Trallori. Che invita Palazzo di Giano a “chiarire il suo pensiero”, altrimenti quelle osservazioni rischiano di passare per “una discesa in trincea contro l’attività più caratterizzante e di qualità della nostra area”.
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Non ha precedenti, almeno negli ultimi anni, il tono e il contenuto dell’intervento critico diffuso ieri mattina dal neosegretario provinciale del Pd contro l’amministrazione comunale. La replica è arrivata dal capogruppo Pd in consiglio comunale Giovanni Sarteschi, politicamente assai più vicino al sindaco Samuele Bertinelli che all’attuale maggioranza interna al Pd provinciale. Sarteschi ricorda che le delimitazioni al vivaismo sono le stesse contenute nel regolamento urbanistico, approvato (anche da Trallori, quindi, ndr) dal consiglio comunale nell’aprile 2013. Che le criticità ancora presenti dal punto di vista ambientale nell’attività vivaistica non vanno sopravvalutate ma neanche sottovalutate e che, insomma, bisogna rifuggire “da qualsivoglia crociata”. Colpi di fioretto, insomma, in risposta ad un affondo del Pd provinciale che, messo accanto alle frequenti uscite del consigliere regionale Massimo Baldi di critica contro il sindaco Bertinelli, sembra disegnare l’inaugurazione di un vivace confronto tra Palazzo di Giano e la maggioranza renziana del partito, in vista anche della scadenza elettorale del 2017.
Ma torniamo ai vivai. L’affondo, come detto, è arrivato dal segretario provinciale Riccardo Trallori. “È necessario – si poteva leggere nella nota diffusa ieri – che l'amministrazione comunale di Pistoia chiarisca la presa di posizione uscita in queste ore sulla stampa, che purtroppo lascia invece ampi spazi a interpretazioni contrarie all'espansione dell'attività vivaistica sul territorio. Un'uscita che tralascia peraltro l'aspetto agricolo e non cita dunque benefici che un'attività di questo tipo arreca all'ambiente e alla qualità dell'aria, quando è portata avanti con qualità, competenza e visione.Anzi, si deve rilevare purtroppo un giudizio sommario sull'abuso di fitofarmaci e sul loro costituire minaccia per gli insediamenti residenziali prossimi alle aziende, con ciò trasformando l'episodicità di alcuni abusi in generalizzata sentenza di condanna, facendo propria e dando dignità istituzionale alla vulgata per cui il vivaismo sarebbe sinonimo di minaccia per l'ambiente”. Urge un chiarimento, insomma, “affinché la sensibilità ambientalista non possa essere scambiata per politiche strizzate d’occhio a un mondo ambientalista barricadero e contrario a ogni sviluppo”.
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Nel pomeriggio la replica di Sarteschi. “Il Pd, che ho l'onore di rappresentare – scriveva il capogruppo – ha sempre avuto e continuerà ad avere un atteggiamento ispirato al massimo equilibrio, considerati i valori in gioco, curando di non contrapporre mai, neppure per amor di polemica, le ragioni dell'ambiente e della salute a quelle dello sviluppo. Il vivaismo ha un ruolo trainante nel nostro sistema economico. Le aziende vivaistiche hanno fatto molti progressi, più di quanto comunemente non si creda, in fatto di sicurezza e salubrità delle produzioni. Esistono ancora margini di miglioramento e criticità che non vanno sopravvalutate ma neanche sottovalutate. Mi risulta che l'amministrazione comunale stia assolvendo questo delicato compito con spirito equanime, rifuggendo da qualsivoglia crociata. Pertanto non può che essere incoraggiata da chi abbia di mira soltanto l'interesse generale e la cura del bene comune”.
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