Gioco
Salvare il Cespevi: la cordata Mati va avanti
Disponibile anche la Cia di Pistoia
PISTOIA. Ufficializzata la cordata per il salvataggio del Cespevi, il Centro sperimentale per il vivaismo di via Ciliegiole. L’80% del capitale è in vendita, visto che la Camera di commercio, originario proprietario, se ne deve liberare in ossequio alla legge di riforma che impone di liberarsi di partecipazioni non strategiche.
Nella cordata, lanciata in prima battuta dal presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Mati, entrerà anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori, una delle associazioni di settore) di Pistoia. Le imprese vivaistiche che hanno già aderito al progetto di costituire una apposita società – battezzata per il momento “NewCo” – per l’acquisto del 60% delle quote del Centro sono invece Flora Toscana, Innocenti Rolando, Romiti Vivai, Rose Barni e Azienda Agricola Magazzini Luca.
L’obiettivo è acquisire mediante asta pubblica il 60% del Cespevi. La percentuale di proprietà della Camera di commercio è l’80% delle quote totali, mentre il restante 20% è in mano alla Fondazione Caripit. «La cessione delle quote del Cespevi - spiega Stefano Morandi, presidente della Camera di commercio - non è una scelta politica, ma una decisione obbligata. Siamo costretti a cedere le quote di società ritenute non strategiche». I tentativi di trovare degli acquirenti sono andati avanti inutilmente per mesi. Solo da poco si è fatta avanti l’iniziativa guidata da Mati. Per l'ingresso nella cordata, però, Cia avanza delle richieste.
«Siamo disponibili a fare la nostra parte per il rilancio di un centro di eccellenza come il Cespevi – spiega Sandro Orlandini, presidente Cia - purché venga elaborato un business plan sostenibile, affiancato da un modello di governance meno rigido rispetto a quello formulato dalla “cordata Mati”». La Cia chiede dunque alle associazioni di categoria agricole e florovivaistiche di convocare un tavolo tecnico per elaborare il piano di rilancio del Cespevi e ridefinire la governance già ipotizzata dalle sei aziende vivaistiche aderenti alla NewCo.
Il 27 maggio è l'ultimo giorno utile per sottoscrivere la partecipazione alla cordata per l’acquisto del 60% del Cespevi. Una data che precede di qualche giorno quella di pubblicazione del bando per la seconda asta pubblica indetta dalla Camera di commercio per la cessione in un unico lotto dell’80% del Centro. Nella prima asta pubblica, andata deserta, le quote della Camera di commercio erano state valutate 3.167.521 euro, ma il nuovo bando, che scadrà ai primi di luglio, avrà una base d’asta ribassata del 10%, per una cifra che tocca quota 2.850.000 euro.
La seconda asta frazionerà inoltre l’80% delle quote di Camera di commercio in due distinti lotti. Il primo, Lotto A, pari al 20% dovrebbe essere acquisito dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia che aveva già avanzato manifestazioni di interesse in merito. Il restante 60% passerebbe nelle mani di NewCo. «L’obiettivo – sottolinea Francesco Mati – è quello di gestire il Cespevi attraverso progetti che possano renderlo autonomo. Alle sue attuali funzioni di centro sperimentale, dunque, dovranno essere accostati progetti imprenditoriali che producano redditività, e che lo facciano camminare sulle proprie gambe».
Durante l'incontro, a cui erano presenti anche gli assessori regionali Marco Remaschi e Federica Fratoni, e il vicesindaco di Pistoia Daniela Belliti, la volontà degli imprenditori di risollevare le sorti del Centro sperimentale ha incassato anche il supporto delle istituzioni. «Rilanciare il Cespevi - sottolinea Remaschi - significa dare forza a tutto il settore vivaistico. E sono convinto che con il contributo di tutti troveremo delle soluzioni».
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