Il Tirreno

Pistoia

L’inabilità temporanea non lo salva dal processo

di Pasquale Petrella
L’inabilità temporanea non lo salva dal processo

Il professore dell’istituto Petrocchi accusato di violenza e abusi sugli alunni ha ottenuto dal Ministero la sospensione per dodici mesi dall’insegnamento

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PISTOIA. «Inabilità temporanea all’insegnamento per dodici mesi e successivo trasferimento in mansioni amministrative non a contatto con studenti». E’ questa la frase contenuta nel certificato rilasciato dalla speciale Commissione del Ministero dell’Istruzione nella sua seduta del 2 novembre scorso per allontanare dall’insegnamento il cinquantanovenne professore dell’istituto d’arte Petrocchi accusato di violenza sessuale, maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione, reati aggravati anche e soprattutto dalla sua posizione. Un provvedimento richiesto dallo stesso insegnante per poter accedere al patteggiamento, visto che il suo allontanamento dalle aule era una delle conditio sine qua non perché sia il pubblico ministero che le parti civili acconsentissero al rito alternativo che gli consente lo sconto di un terzo della pena.

Ma se la frase contenuta nel certificato aveva quasi convinto il pubblico ministero Claudio Curreli, disposto tuttavia ad un rinvio per avere maggiori garanzie, ed è stata portata in aula dagli avvocati Gualtiero Bracali del foro di Pistoia e Alessandro Ramerini del foro di Firenze, difensori dell’imputato, come elemento determinante per chiudere il processo. Non altrettanto ha convinto i genitori dei tre ragazzi costituitisi parte civile e rappresentati dall’avvocata Pamela Bonaiuti. I dubbi sono stati espressi in via preliminare davanti ai giudici del tribunale che li ha fatti propri e il presidente Roberto Tredici è stato molto netto: «La commissione medica ha accertato una patologia e disposto un allontanamento temporaneo dall’insegnamento, nulla vieta che fra qualche tempo l’imputato possa dichiarare di essere guarito e possa chiedere di voler tornare ad insegnare». Inutile il tentativo degli avvocati difensori di illustrare la prassi del Ministero che in questi casi, di solito, a una dichiarazione di inabilità temporanea fa sempre seguire una di inabilità definitiva. Così il processo è iniziato ed è stato incardinato. Il tribunale ha permesso l’acquisizione di prove documentali presentate dal pubblico ministero - alle quali si è inutilmente opposta la difesa dell’imputato - ha quindi ammesso la lista dei testi di pm e parti civili. Ha invece chiesto alla difesa di ridurre da undici a cinque i testi della lista chiamati a deporre, secondo i giudici, sulle medesime circostanze. Il processo è quindi stato aggiornato al prossimo mese di giugno.

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