Il Tirreno

Pistoia


Autolavaggio in via Cellini, il Tar al Comune: decidete

Fabio Calamati
Sant'Agostino, il terreno in questione è lo spazio verde all'estrema sinistra (foto Lorenzo Gori)
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Sant'Agostino, il terreno in questione è lo spazio verde all'estrema sinistra (foto Lorenzo Gori)

L'ordinaza dei giudici 15 anni dopo la prima richiesta di concessione edilizia. Adesso Palazzo di Giano ha 60 giorni per dire la sua, poi ci penserà il commissario

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PISTOIA. Quando l’imprenditore Federico Matteoni chiese al Comune di poter realizzare un autolavaggio nel suo terreno, in via Martiri della Fortezza, accanto al parcheggio pubblico Cellini, il sindaco era Lido Scarpetti e l’assessore all’urbanistica Antonio Pileggi: era l’8 novembre 2001. Da allora sono passatipiù di quindici anni, sono cambiati due sindaci e tre assessori all’urbanistica, ma il Comune una risposta non l’ha ancora data. E Matteoni sta ancora aspettando.

Un’attesa che però non potrà durare ancora a lungo: con un’ordinanza depositata il 12 maggio scorso, infatti, il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha dato a Palazzo di Giano un aut aut: o decide entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza, o ci penserà un commissario ad acta. Nel caso particolare, il segretario generale Raffaele Pancari, che il Tar si è premunito di designare in anticipo, anche se potrebbe non essercene bisogno.

Quindici anni di attesa per ottenere una decisione urbanistica: se non è un record, poco ci manca. La vicenda, come detto, nasce l’8 novembre 2001, quando Federico Matteoni, piccolo imprenditore nei settori dell’edilizia e dell’idraulica, pensa bene di realizzare un autolavaggio sul terreno di sua proprietà, di fianco al parcheggio pubblico Cellini, di Sant’Agostino. «All’epoca – spiega Matteoni – non erano molte le strutture di quel genere, per cui poteva essere interessante un’opportunità del genere».

Il Comune ci mette un po’ a decidere, ma quando lo fa – il 18 luglio 2004 – è per dire di no. Matteoni non è convinto, e insiste, presentando ricorso non al Tar, come si fa di solito, ma al Capo dello Stato, un’altra procedura consentita dall’ordinamento. La risposta arriva, il 15 aprile 2009, ed è positiva per Matteoni e per il suo progettato autolavaggio. Il decreto del presidente della Repubblica, infatti, è formulato su un parere espresso dal Consiglio di stato, che ha ritenuto “non convincente, perché fondata su una interpretazione erronea e limitativa” la tesi del Comune che aveva negato il disco verde all’operazione. Non solo: i giudici sottolineano che è lo stesso Comune, nella variante al Prg approvata nel 1998, a chiarire che “la collocazione di un’area di servizio per il lavaggio di auto all’interno di un’area destinata a parcheggio di interesse pubblicoè consentita, purché si tratti di parcheggi di assestamento”.

Passa ancora qualche mese e, il 5 ottobre 2009, a Palazzo di Giano arriva una diffida a rilasciare il permesso a costruire. Ma anche questa volta non succede niente. Matteoni torna all’attacco, questa volta scrive al Tar. È il gennaio 2010, i giudici gli rispondono in luglio, dichiarando l’obbligo del Comune “di provvedere in ordine alla domanda... tenendo conto delle indicazioni espresse dal Consiglio di stato”. Ma anche stavolta non succede nulla.

L’imprenditore e il suo avvocato (Andrea Ghelli, di Pistoia) attendono allora che l’ultima sentenza passi in giudicato, dopodiché si rivolgono per l’ennesima volta ai giudici amministrativi. L’istanza è del 7 aprile scorso, la decisione è depositata il 12 maggio: il Tar assegna al Comune di Pistoia il termine di 60 giorni per dare esecuzione alla sentenza del 2010 (cioè decidere sulla richiesta di Matteoni, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio di stato); altrimenti ci penserà il commissario ad acta.

La palla, ora, passa al Comune, che – ha fatto sapere – dirà la sua nei prossimi giorni.

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