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“Acqua del sindaco” diffida alla dirigente da parte dei genitori

“Acqua del sindaco” diffida alla dirigente da parte dei genitori

Ottanta famiglie si sono rivolte all’avvocato: «Lesivo dei nostri diritti l’obbligo di far bere acqua dal rubinetto»

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AGLIANA. Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda che ha visto contrapporsi a più riprese, negli ultimi mesi, un gruppo di genitori al progetto "Acqua del sindaco", che prevede la somministrazione di acqua del rubinetto nelle mense scolastiche.

Intorno alla metà di aprile, infatti, circa 80 genitori, tramite l'avvocato Matteo Senesi, hanno presentato una diffida alla dirigente scolastica Angela Desideri, recapitata per conoscenza anche al sindaco Giacomo Mangoni, nella quale si evidenziava che l'obbligo imposto dal Comune di far bere acqua del rubinetto ai bambini fosse lesivo della libertà di autodeterminazione dei singoli soggetti, nonché dei diritti connessi alla responsabilità genitoriale, diritti entrambi riconosciuti dalla Costituzione. «Da quel momento - riferisce Elisabeth Failla del comitato Proteggiamo il Futuro - la dirigente scolastica ha concesso alle classi che ne hanno fatto richiesta di poter fare entrare nelle mense i bimbi con la bottiglia d'acqua portata da casa e, per evitare ogni forma di discriminazione, sono state portate nelle classi anche delle bottiglie grandi per dare a ogni bambino, senza distinzione alcuna, la possibilità di bere l'acqua che preferisce. All'inizio di maggio - prosegue Failla - il sindaco ha organizzato un incontro con i docenti per convincerli a far desistere chi da mesi avanza queste semplici richieste e il personale addetto alla distribuzione dei pasti si è dichiarato non autorizzato a toccare le bottiglie portate dai casa, perché non fornite dal Comune».

«Avevamo già permesso - ricorda la dirigente scolastica Angela Desideri - a tutti i bambini di bere l'acqua in bottiglia fuori dalla mensa. Come dirigente scolastica ho a cuore il benessere dei bambini sotto tutti i punti di vista. Non sono mai entrata nel merito tecnico delle analisi sull'acqua perché è un ambito nel quale non ho competenze e, pertanto, mi sono sempre affidata a quanto affermato dagli organi preposti al controllo, secondo i quali l'acqua è salubre. Il mio compito è quello di portare avanti un progetto educativo con delle regole condivise da tutti anche durante la mensa. Negli ultimi mesi, purtroppo, - prosegue Desideri - ho assistito a situazioni che poco hanno a che fare con l'educazione dei bambini. Mi dispiace che si trasmetta loro la sfiducia nei confronti della scuola e dei docenti. Sicuramente i genitori hanno a cuore la salute dei propri figli, ma non credo che le autorità preposte al controllo dell'acqua dell'acquedotto, che ne certificano la salubrità, vogliano avvelenare la cittadinanza. Mi dispiace, dunque, che tutto sia avvenuto alle spalle dei bimbi, facendo passare il messaggio che la scuola propina loro qualcosa che fa male».

«Mi sono reso disponibile - chiarisce l'avvocato Matteo Senesi - per affermare il diritto dei genitori, che singolarmente e non come comitato hanno aderito a questa iniziativa, di poter scegliere per i propri figli. Questo indipendentemente dalla discussione sulla salubrità dell'acqua. Non ho basamenti oggettivi per dire che l'acqua del rubinetto fa male e, sotto questo aspetto, non è censurabile in nessun modo il comportamento della scuola».

Tommaso Artioli

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