Il Tirreno

Pistoia

Consigli di frazione nel Comune Unico Si lavora allo statuto

di Carlo Bardini

Tra le intenzioni del sindaco di Piteglio anche la creazione di uno strumento di rappresentanza delle categorie

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SAN MARCELLO. Istituzioni dei "consigli delle frazioni", perché siano ben rappresentate e un nuovo strumento rappresentativo delle forze attive sui territori per studiare strategici progetti di sviluppo. Sono queste due caratteristiche che potrebbero caratterizzare il nuovo Comune di San Marcello-Piteglio. Ne abbiamo parlato con il sindaco di Piteglio, Luca Marmo, anche per capire quale percorso si devono aspettare le popolazioni dei due "ex Comuni", da qui alle elezioni del 2017. Adesso il sì per la fusione è stato espresso. Ma quale sarà il cammino che porta al nuovo Comune?

Intanto è chiaro che i due sindaci attuali, Luca Marmo per Piteglio e Silvia Maria Cormio per San Marcello, resteranno in carica fino alla fine dell'anno e basta, perché a quella data le due amministrazioni saranno estinte. Ma guardiamo nel dettaglio. «Adesso stiamo per affrontare una fase organizzativa provvisoria- spiega il sindaco di Piteglio -ma il più possibile delineata che confluirà nella redazione di uno statuto. Questo sarà uno strumento nel quale saranno delineati in maniera specifica i servizi sul territorio del nuovo ente. Anche in termini di rappresentanza delle cosiddette periferie». Le periferie del territorio comunale futuro, a detta di Marmo, ma anche condiviso dall'amministrazione sanmarcellina, sono quei territori, come è naturale, che sono collocati in maniera più distante dal centro del nuovo ente.

«Ma non solo in fatto di lontananza geografica- spiega Marmo - ma anche, ad esempio, in fatto di densità demografica. Per il mio caso mi viene in mente la Val di Forfora, e per il versante di san Marcello frazioni come Pontepetri. In questi casi abbiamo pensato all'istituzione di veri e propri "consigli di frazioni", cioè rappresentanze della popolazione capaci di interfacciarsi con l'ente per illustrare le problematiche delle loro realtà. Per ora è un obiettivo, poi si vedrà come concretizzarlo nell'atto pratico». Ma esiste anche un secondo punto.

«Abbiamo intenzione - prosegue - di creare uno strumento non solo di rappresentanza dei territori ma anche delle forze attive sui territori. Mi vengono in mente associazioni di categoria proprio per rispondere alla necessità di creare insieme progetti per strategie di sviluppo per la montagna». Marmo tiene a precisare che se anche San Marcello sarà la sede del "Comune centrale", il palazzo di Piteglio avrà sempre ragione di esistere. E a questo punto siamo arrivati alla fine del 2016. «Dal primo gennaio - spiega ancora Luca Marmo - sarà nominato un commissario che prenderà il posto mio e del sindaco di San Marcello. Il commissario resterà fino alle nuove elezioni che si svolgeranno nella primavera del 2017».

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