Lutto
I «non ricordo» per i bandi del Consorzio
Confronto serrato davanti ai giudici fra il pubblico ministero Sottosanti e l’ingegnere Delfo Valori
PISTOIA. «A quante commissioni ha partecipato?» «Non me lo ricordo. Sicuramente a quelle per l'aggiudicazione dei lavori per gli interventi strutturali sul torrente Pescia di Collodi e a quella per la realizzazione dell'impianto per le biomasse che poi non è stato portato avanti. Con me c’erano l’ingegner Gaddo e come presidente Fambrini». «Nella seduta pubblica della commissione del 7 febbraio 2012 nello studio del notaio Lenzi, era presente il notaio?» «Non me lo ricordo. Ci sarà scritto negli atti». «Si sforzi di ricordare... Nella successiva seduta segreta fatta quella stessa mattina in un'altra stanza dello stesso studio del notaio Lenzi chi ha verbalizzato quanto veniva detto e deciso?»
«Le sedute segrete venivano verbalizzate da un dipendente del Consorzio, ma non ricordo chi fosse». «Questo è il verbale di quella seduta, può consultarlo». «Non lo trovo quel nome». «Non lo trova perché non era presente nessun'altro oltre ai membri della commissione giudicante. Chi ha fatto quel verbale?» «Io no. Non lo so».
È stato un interrogatorio in parte drammatico quello al quale è stato sottoposto l’ex dipendente della Provincia, Delfo Valori, da parte del pubblico ministero Francesco Sottosanti, nell'ambito del processo Untouchables che ieri ha cercato di approfondire e scoprire come avvenivano le gare di appalto gestite dal Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio il cui direttore generale era Franco Fambrini e presidente prima e commissario straodinario poi, Gino Biondi. Anche quest'ultimo è stato ascoltato ieri mattina davanti al tribunale presieduto da Annamaria Sacco con a latere Ottavio Mosti ed Emanuela Francini. Da lui gli avvocati (soprattutto gli avvocati Flora e Niccolai), parte civile e pm hanno cercato di capire i ruoli e le mansioni che avevano nell'ambito del Consorzio, il presidente ed il direttore, e chi si occupava di nominare i membri della commissione giudicatrice per selezionare i progetti delle varie aziende che partecipavano ai bandi per i lavori. Domande necessarie per cercare di sviscerare quelle accuse che in aula, oltre un anno fa fece in qualità di teste Aldo Stefano Guggino, dipendente dal 1995 del Consorzio del Padule adesso accorpato nel Consorzio di bonifica del Basso Valdarno. Guggino riferì che tutte le gare venivano aggiustate e le imprese se volevano aggiudicarsi gli appalti dovevano versare una mazzetta dal 3 al 5 per cento dell’importo dei lavori in ballo.
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