Il Tirreno

Pistoia

A Pieve per ora nessun cantiere

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Il Comitato per il territorio è in allerta e attende di ricevere le lettere di esproprio

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PIEVE A NIEVOLE. In paese è tutto fermo. Anche il Comitato per il territorio, che ha portato a galla problemi e criticità del progetto di Rfi (oltre a presentare una petizione con più di 500 firme), è piuttosto silente. Alle ex Officine Minnetti c'è stato un po' di movimento nelle scorse settimane, sembra per svuotare delle ultime cose rimaste i piazzali e i capannoni. Qui dovrebbe nascere il sottovia carrabile che collegherà via Colonna a nord (con una rotatoria piazzata all'incrocio con via Milano) con la regionale Francesca a sud (e qui altra rotonda all'intersezione con via del Melo). Pare addirittura che l'azienda ferroviaria non abbia ancora presentato al Comune di Pieve il progetto esecutivo (anche se è noto il piano definitivo).

«Avevamo richiesto l'accesso agli atti nei primi giorni di aprile - spiegano dal Comitato - ma per ora l'amministrazione non ci ha risposto. Ci sembra comunque di capire che abbiamo ancora un po' di tempo a nostra disposizione per rivalutare il progetto e far presente alle istituzioni i nostri dubbi e preoccupazioni». Che tra l'altro sono parecchie. Dal sottovia carrabile lungo circa 100 metri previsto, secondo questi cittadini, in un luogo ad alto rischio idrogeologico (con deviazione del fosso Bellinzona e creazione di casse di espansione a nord di via Fonda), alla rotatoria di via Milano che andrebbe ad eliminare una buona parte del giardino pubblico a servizio del quartiere.

C'è poi la questione degli espropri che fa agitare i residenti interessati. «Per ora non è arrivata alcuna lettera di esproprio, le stiamo aspettando. Hanno recapitato ad alcuni cittadini solo lettere per occupazioni d'urgenza di terreni che saranno naturalmente restituiti una volta terminata la loro funzione», sottolineano dal Comitato per il territorio. «E poi ora dobbiamo capire con precisione cosa accadrà a Montecatini, quale strada seguiranno - chiudono gli attivisti - non crediamo sia possibile realizzare una parte di binari a raso (cioè a livello strada, ndr) e una parte in sopraelevata».(lu.si.)

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