Il dolore
Il vicesindaco di Montecatini: binari a raso o sopraelevata? Nulla è ancora deciso
Intervista al vicesindaco Ennio Rucco: Le Ferrovie non hanno alcuna preclusione. L’interramento è l’unica opzione impercorribile
MONTECATINI. Una “importante e convinta” apertura alla sopraelevata, che non costerebbe - come invece si potrebbe pensare - un'esagerazione rispetto all'unica altra possibilità (i binari a raso, dato che l'ipotesi sotterranea è stata ormai scartata). Ma saranno comunque i cittadini scegliere attraverso un referendum, che sta per essere regolamentato. E sgombriamo il campo da ogni leggenda social: «Non è troppo tardi per nulla, né per presentare le varie ipotesi progettuali, né per poi fare una consultazione popolare».
Il vicesindaco Ennio Rucco cerca di riportare la vicenda raddoppio della ferrovia in un quadro “istituzionale”.
Assessore, l'incontro fatto a Roma dal sindaco e dall'on. Fanucci con Rfi sembra poter rimettere tutto in gioco.
«In che senso?»
In tanti dicevano che quello dell'amministrazione era solo un maldestro e tardivo tentativo di intervenire su decisioni già prese.
«Ma non è assolutamente vero. Raddoppio a raso o sopraelevata restano due opzioni entrambe valide».
Tanti credono anche che le due ipotesi non siano proprio sullo stesso piano...
«E sbagliano. Da parte di Rfi, come dell'amministrazione, non c'è alcuna preclusione. In vista della progettazione preliminare è emersa dalle Ferrovie un'importante convinzione sulla possibilità di realizzare una sopraelevata. Disponibilità che potrebbe emergere via via che proseguiranno gli studi progettuali».
Studi progettuali? Ma perché, non sono già stati fatti?
«Questo è un altro aspetto che deve essere chiarito: al momento non è stato presentato alcun progetto, di nessun tipo, neanche preliminare. Quest’ultimo è stato infatti affidato da Rfi solo il 30 marzo scorso e sarà pronto entro fine maggio. E dopo il chiarimento tecnico, ci sarebbe da farne uno anche politico».
Prego?
«Non ho mai visto in consiglio comunale atti concreti da parte di chi, adesso, prende a gran voce una posizione senza nemmeno aver visto prima i progetti. L'amministrazione comunale, al contrario, sta avendo regolari incontri con Rfi fin dal 2014».
Ecco, appunto: di questi incontri si è sempre saputo poco e tra le critiche c'è anche quella di non aver coinvolto abbastanza la città in una decisione così importante.
«Siamo pronti a farlo e lo dimostra il fatto che stiamo lavorando a una bozza di regolamento per l'istituzione di una consultazione popolare. La bozza sarà presentata alla commissione statuto, che speriamo possa essere convocata al più presto dal presidente Berti».
Anche in questo caso i tempi sembrano stretti...
«E anche in questo caso chi lo pensa sbaglia: quello del raddoppio è un progetto epocale che vogliamo assolutamente condividere con la città quale occasione di progresso e opportunità di valorizzazione del territorio. È giusto e doveroso che Comune e Rfi garantiscano ai cittadini la possibilità di scegliere. Certo, se l'intera città dimostrasse di prediligere un determinato progetto, sarebbe inutile ricorrere al referendum e la comunità risparmierebbe 40-50mila euro».
Ma l'eventuale scelta sarà tra due o tre ipotesi?
«A oggi l'unica strada che abbiamo verificato come non percorribile è quella dell'interramento, sia per fattori tecnico-idrologici (a causa della pericolosità di andare a scavare un diaframma in un luogo pieno di corsi e circoli d'acqua di vario tipo) che economici (costerebbe 700 milioni). Restano aperte le strade per sopraelevata e intervento a raso».
Il problema economico non riguarderebbe la sopraelevata?
«Da una serie di studi è emerso che questa ipotesi non costerebbe affatto tanto di più rispetto ai lavori a raso».
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