Lutto
Una carta dei diritti per superare il lavoro precario
PISTOIA. Due mesi di lavoro come barista, assunta tramite voucher. Il sistema dei buoni lavoro erogati dall’Inps per regolamentare i lavori occasionali o discontinui, che spesso rientrano nel lavoro...
PISTOIA. Due mesi di lavoro come barista, assunta tramite voucher. Il sistema dei buoni lavoro erogati dall’Inps per regolamentare i lavori occasionali o discontinui, che spesso rientrano nel lavoro nero. Un periodo di prova in cui Valentina, 25 anni, ha invece lavorato a tempo pieno, riscuotendo meno di un terzo del suo regolamentare stipendio tramite i voucher, perché tutto il resto continuava a essere pagato al nero. Poi, la proposta di un vero contratto di lavoro. Un apprendistato contenente però la clausola di un periodo di prova di un mese al termine del quale, in caso di mancato superamento, il titolare si riservava il diritto di licenziarla. Cosa che effettivamente è avvenuta. Questo è solo uno dei casi trattati nell’ultimo mese dall’ufficio vertenze Cgil di Pistoia, guidato da Luana Del Bino. Uno dei molteplici esempi del caleidoscopio di precarietà e assenza di diritti che contraddistingue l’attuale mercato del lavoro. E proprio diritti e lavoro saranno al centro della tavola rotonda, organizzata da Cgil Pistoia, lunedì 9 alle 16, nel salone Luciano Lama di via Puccini, dove sarà presentata la Carta dei diritti universali del lavoro. «La proposta di legge di iniziativa popolare - spiega Gessica Beneforti, segretaria generale Cgil Pistoia - che la Camera del lavoro ha pensato per rifondare uno nuovo statuto esteso a tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori, subordinati, parasubordinati, autonomi. Eliminando ogni divisione tra chi alcuni diritti già li ha e chi invece ne è ancora privo. Perché esistono diritti universali – prosegue Beneforti – che devono essere estesi a tutti. Come il diritto al riposo, il diritto all’informazione, il diritto alla formazione continua». Alla tavola rotonda parteciperanno il professor Antonio Angiolini, estensore della Carta dei diritti universali del lavoro, Fabrizio Amato, presidente del tribunale di Pistoia, Alberto Niccolai, professore della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pisa e Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana. «La Carta dei diritti universali del lavoro – spiega ancora Beneforti – si articola in tre parti distinte. La prima delinea i diritti universali di tutti i lavoratori, la seconda descrive le norme di legge che danno efficacia generale alla contrattazione e codificano i criteri di rappresentanza, la terza si concentra sulla revisione degli attuali contratti di lavoro, riscrivendoli. La volontà conclude Beneforti è quella di rovesciare l'idea che sia solo l'impresa a determinare le condizioni di chi lavora, ridando invece più diritti e dignità al lavoratore». Intanto Cgil prosegue la raccolta firme per trasformare la Carta dei diritti universali del lavoro in legge, e per i tre referendum abrogativi finalizzati a cancellare l'uso dei voucher, a ripristinare il principio della responsabilità solidale negli appalti e le tutele contro i licenziamenti illegittimi.
Valentina Vettori
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