Sicurezza
Bilancio mai presentato ma Ceccarelli non c’entra
L’ex presidente della Comunità montana era accusato di rifiuto di atti d’ufficio ma secondo il gup il fatto non sussiste. L’ex sindaco: sono sempre stato fiducioso
PISTOIA. Il tempo di entrare in tribunale per uscire poco dopo con un grande sospiro di sollievo. Carluccio Ceccarelli, ex sindaco di Cutigliano ed ex presidente della soppresa Comunità montana, non dovrà essere giudicato per il reato di abuso d’ufficio. Così ha deciso il gup Maria Elena Mele durante l’udienza preliminare che vedeva Ceccarelli citato in giudizio con l’accusa di non aver mai presentato per l’approvazione il bilancio consuntivo 2010 della Comunità montana. Un’indagine, quella che ha portato al rinvio a giudizio, nata dall’esposto che fu presentato nel 2014 alla procura da sette cittadini della montagna appartenenti al Comitato per il recupero dell’ammanco in Comunità montana.
La sentenza del gup è stata chiara: non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. «Il giudice ha riconosciuto che l’attività contestata era di competenza dei dirigenti dell’ente montano, non del presidente» commenta l’avvocato Gateano Pacchi, che ha difeso Ceccarelli dopo che Vito Di Berardino ha ritirato il mandato per questioni di incompatibilità. «Lo prescrive il testo unico degli enti locali - prosegue il legale - ed è anche lo stesso statuto della Comunità Montana. Del resto l’organismo politico di cui Ceccarelli era a capo, quando è esplosa la vicenda dell’ammanco, si era subito messo a disposizione con un esposto in procura e alla Corte dei Conti, dando l’incarico a un consulente esterno di andare a rivedere i bilanci». All’inizio dell’udienza preliminare si erano presentati in aule anche diversi cittadini che rappresentano il Comitato per il recupero dell’ammanco, ma la giudice li ha fatti uscire non ravvisando legittima la loro presenza in aula (ricordiamo che le udienze preliminari si svolgono a porte chiuse).
«In 40 anni di attività politica è la prima volta che finisco in un'aula di tribunale - commenta Carluccio Ceccarelli - Quindi un po' di tensione era inevitabile, ma sono sempre stato fiducioso nella giustizia, perché non ho mai fatto niente di male». «Sono pienamente soddisfatto di questa conclusione - ci racconta Ceccarelli - ed ho sempre avuto fiducia nella magistratura e la mia contentezza non sta solo nella sentenza ma anche nel fatto che è stato capito bene che non poteva esserci stato reato perché ci siamo comportati come meglio non si sarebbe potuto, agendo per il bene della montagna». Quando usa il plurale l'ex sindaco di Cutigliano si riferisce alla giunta dei sindaci che presiedeva in comunità montana. «Nessuna decisione è stata presa da me personalmente ma sempre in maniera collegiale», conclude Ceccarelli. (f.a. – c.b.)
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