Sicurezza
Bidello arrestato a scuola «Molestie a una studentessa»
Il collaboratore scolastico, 55 anni, è stato prelevato dalla polizia nell’istituto e condotto ai domiciliari. La denuncia è partita dalla famiglia della ragazza
PISTOIA. Carezze e palpeggiamenti, anche nelle parti intime. Molestie e avances a sfondo sessuale di cui la ragazzina, minorenne, era stata vittima e che non erano passate inosservate. Un mese e mezzo di indagini e poi, ieri mattina, gli agenti della Squadra mobile della questura si sono presentati nell’istituto superiore pistoiese per trarre in arresto il bidello, 55 anni.
La misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Buzzegoli è quella ascrivibile all’articolo 609 bis del Codice penale: “violenza sessuale ai danni di minore commessa all’interno dell’istituto d’istruzione frequentato dalla persona offesa”.
Un’accusa grave, che secondo gli inquirenti poggia su basi solide. L’uomo, che non è sposato e risiede a Pistoia, è stato collaboratore scolastico anche in altri istituti superiori, prima di approdare alla scuola dove ieri è stato arrestato, un anno e mezzo fa. «Circolavano voci - spiega una persona dall’interno dell’istituto - erano frequenti racconti di episodi accaduti a scuola. Certi comportamenti erano stati notati, anche se sembra che non si fosse spinto oltre qualche complimento non richiesto e battute evitabili». Secondo le accuse invece lo ha fatto. Le indagini hanno preso spunto dalla segnalazione del genitore della studentessa e da quella della preside dell’istituto.
Un mese e mezzo di investigazioni, portate avanti dalla sezione Reati contro la persona della Mobile sotto la direzione del pubblico ministero Claudio Curreli. Durante le indagini sono stati raccolti vari elementi, che avrebbero dato conferma del comportamento molesto del bidello. Tra questi testimonianze e procedimenti disciplinari pregressi per comportamenti analoghi verso altre frequentatrici dell’istituto. Qualcuno dice che non fossero solo studentesse, ma è stata la famiglia di una studentessa, minorenne, a sporgere denuncia, e la stessa dirigente scolastica ha confermato alle forze dell’ordine di avere richiamato in precedenza a comportamenti più consoni il collaboratore scolastico. In ottemperanza a quanto previsto dalla Carta di Treviso e in un’ottica di tutela dei minori coinvolti, dalla Mobile non sono stati forniti ulteriori particolari sulla vicenda.
Tiziana Gori
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