Il Tirreno

Pistoia

Due bus non si fermano, la protesta di Jean

Due bus non si fermano, la protesta di Jean

«Non è la prima volta, mi sono sentito discriminato». Il Copit chiede scusa e lo invita a fare reclamo

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PISTOIA. Ieri mattina, ore 7,10, fermata dell’autobus a Le Piastre. Come ogni giorno, Hilarie Ghislain Mah Dion, che si fa chiamare semplicemente Jean – giovane originario della Costa d’Avorio, che da 4 anni vive e lavora a Pistoia in una cooperativa sociale – sta aspettando l’autobus, insieme a un amico, per andare a lavoro. All’arrivo del mezzo l’autista tira di lungo, lasciando i due alla fermata. A distanza di qualche minuto, la scena si ripete identica con un secondo autista che supera la fermata senza neanche rallentare.

«Forse perché troppo pieno?» si chiede Jean Dion. Solo un terzo autobus, sopraggiunto poco dopo, si ferma per far salire i giovani. All’altezza di Cireglio, i tre autobus in direzione Pistoia sono molto vicini – a quell’ora Copit garantisce più corse sulla stessa tratta per il servizio scuole e per gli utenti che vanno a lavoro – e Jean nota che il mezzo che precede il suo si ferma per far salire un nutrito gruppo di studenti. Segno che, probabilmente, l’autobus non era così pieno da non far salire prima due persone. Arrivato in piazza San Francesco, il ragazzo scende e va a chiedere spiegazioni a uno dei due autisti che poco prima non si erano fermati, senza però ricevere risposta.

«Ci sono rimasto molto male – dice. Mi sono sentito discriminato per il colore della pelle. Non è la prima volta che mi capita, e queste cose non dovrebbero mai accadere. Io pago l’abbonamento dell’autobus ogni mese, come tutti, e ho gli stessi diritti degli altri di viaggiare sui mezzi pubblici. Sono rimasto molto ferito».

Alla denuncia dell’accaduto di Jean Dion, risponde il presidente di Copit Antonio Di Zanni. «Mi sento di esprimere la più totale solidarietà a questa persona – spiega Di Zanni. Sono fatti inammissibili, che non dovrebbero mai accadere, per nessun motivo. In ogni modo – prosegue – per accertare come sono davvero andati i fatti, e verificare eventuali responsabilità degli autisti, l’azienda ha bisogno di un reclamo scritto da parte della persona danneggiata. Invito quindi il giovane a scrivere al nostro ufficio, e la società provvederà a verificare come sono realmente andate le cose. In ogni modo, chiedo scusa a nome dell’intera azienda».

In generale, per presentare rimostranze alla società di trasporto pubblico Copit, è necessario inviare reclamo scritto all’ufficio relazioni con il pubblico, via Pacini 47, con le descrizione dell’accaduto, specificando giorno, orario, fermata dell’autobus e numero della corsa.

Valentina Vettori

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