Sicurezza
In tredici chiedono: niente steccati nel Pd
Il documento presentato all’assemblea provinciale che ha eletto segretario Riccardo Trallori
PISTOIA. “Vogliamo dirlo senza giri di parole: non crediamo in una pretestuosa contrapposizione tra renziani e antirenziani, ma vogliamo parlare di contenuti, e su questi costruire, a tutti i livelli, il necessario affiatamento collettivo, garantendo piena agibilità democratica ad ogni attivista”.
È uno dei passaggi del documento che 13 iscritti al Pd hanno presentato all’assemblea provinciale che il 30 aprile ha eletto Riccardo Trallori nuovo segretario provinciale del partito. I firmatari sono Elena Baldi (che ha anche illustrato in assemblea il documento),Lisabetta Buiani, Antonella Cipollini, Barbara Dalla Salda, Chiara Innocenti, Marco Frediani, Luca Gori, Francesco Lauria, Andrea Massai, Luciano Mazzieri, Aldo Morelli, Anna Trassi, Matteo Venturini.
Il documento parte da una valutazione positiva, ancorché non totalmente condivisa, dell’esperienza di governo di Matteo Renzi (“Si può sempre fare meglio, ma intanto ci muoviamo”). Sottolinea poi con forza l’importanza del lavoro dei Comuni nell’arricchire di democrazia il panorama del paese.
Di fronte a questo quadro “Va scongiurato il rischio che le primarie e i congressi si risolvano in una resa dei conti tra gruppi di potere. Chiarezza delle proposte, informazione, apertura mentale, confronto: queste sono le premesse di decisioni davvero democratiche. Serve abbattere, dal giorno dopo, gli steccati congressuali per costruire una unità che non si risolva in un vacuo unanimismo. Prima di ogni congresso esiste una concezione del mondo, un’identità, un manifesto di idee e di valori, una visione del futuro. In breve: un partito, nel quale tutti devono sentirsi a casa propria. Tutti devono sentirsi, per così dire, in maggioranza. Senza fazioni, o correnti di potere che si rivolgano magari contro i nostri stessi rappresentanti”.
In sintesi, il riferimento a renziani e antirenziani citato all’inizio. “Né dovrebbero esistere – continua il documento – le carriere troppo facili dei predestinati”.
Il primo passo da compiere, secondo gli estensori del documento, è “la convocazione in tempi ragionevolmente brevi di una conferenza programmatica, da preparare con metodo partecipato e che consenta al nuovo segretario di rappresentare al Partito tutto la sua piattaforma, raccogliendo in maniera non rituale anche le sollecitazioni che vengono da iscritti e militanti”.
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