Gioco
Nasce la stazione ecologica per rifiuti agricoli
Masiano, sarà gestita dalla coop AgriAmbiente Servizi. La Cia: notevoli risparmi per i vivaisti
PISTOIA. Teli di serre, tubi d’irrigazione, vasi di plastica, tute e guanti contaminati, filtri d’olio, batterie: l’obbligo di smaltire (almeno una volta l’anno) i rifiuti agricoli comporta costi non indifferenti per le aziende. Per legge devono pagare una ditta esterna che provveda al ritiro in sede e al successivo smaltimento. Sia che producano 10 chili di rifiuti o 200, con il viaggio di un camion che può costare da 150 a 200 euro. E così, lo ammettono le stesse associazioni degli agricoltori, questa situazione può aver indotto alcune aziende “a disattendere gli obblighi di legge”.
Grazie alla possibilità offerta da una nuova normativa la Cia ha portato avanti un progetto diventato ieri pomeriggio realtà: la nascita della cooperativa AgriAmbiente Servizi, che conta al momento 76 aziende associate ed è stata inaugurata alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. L’articolo 28 del decreto legge 5/2012 in materia di semplificazione e sviluppo ha introdotto alcune modifiche: non è più vietato trasportare rifiuti agricoli se questi sono portati dall’imprenditore ad un deposito temporaneo che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa o consorzio agrario di cui è socio. Ed è quello che sarà possibile grazie ad AgriAmbiente Servizi. La coop ha creato una stazione ecologica multiraccolta a Case Nuove di Masiano, nell’area di produzione terricci dell’Agraria Checchi (che gliel’ha concessa in comodato d’uso gratuito). L’area sarà un deposito temporaneo di rifiuti, stoccati secondo le varie tipologie. Le imprese socie potranno conferire, per adesso ogni mercoledì mattina dalle 9 alle 12,30, i loro rifiuti agricoli (pericolosi e non) con mezzi propri. Sarà poi un’azienda specializzata nel ritiro e trattamento di rifiuti, la AgriAmbiente Srl a provvedere al ritiro. Non saranno conferiti gli scarti verdi, per i quali Cia si sta muovendo con un altro progetto.
I vantaggi? Molti, secondo Sandro Orlandini, presidente provinciale della Cia, e Antonio Lelli, presidente di AgriAmbiente Servizi Scarl. Di tipo burocratico: grazie all’aggregazione in cooperativa non ci sarà più l’obbligo di possedere e aggiornare il registro dei rifiuti e di presentare il Mud ogni anno. Di tipo organizzativo, visto che le imprese non avranno più l’obbligo di ricorrere a ditte esterne per il trasporto. Di ordine chiaramente economico. «Considerato - afferma Lelli - che la maggior parte delle aziende associate produce meno di 50 chili di rifiuti l’anno da smaltire, la spesa non dovrebbe essere superiore ai 50 euro annui. Si paga una quota di adesione, una tantum, di 30 euro, più un importo variabile in proporzione alla quantità di materiale smaltito: da un minimo di 0,25 euro a un massimo di 1,75 euro al chilo».
Tiziana Gori
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