Il Tirreno

Pistoia

consiglio il 4 e 5 maggio

Altre due sedute per il bilancio

Capecchi (Pistoia Domani): sulla Prefettura Comune oltre il suo ruolo

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PISTOIA. Non sono bastati quattro lunghi pomeriggi di discussioni e votazioni per condurre l’assemblea di Palazzo di Giano all’approvazione del bilancio preventivo 2016. Venerdì sera, ultimo giorno di convocazione, il presidente dell’assemblea Niccolai ha chiuso i lavori alle 20,22 quando ancora c’erano da esaminare 8 emendamenti ai documenti di bilancio presentati dalla giunta Bertinelli, più tutte le votazioni finali necessarie. Di qui la decisione di riconvocare l’assemblea di Palazzo di Giano per la prossima settimana. E dovendo anche evitare lo sciopero del pubblico impiego già programmato, la scelta è ricaduta sui giorni 4 e 5 maggio.

Intanto, in margine al dibattito sul piano delle alienazioni (approvato giovedì sera dal consiglio) c’è da registrare un intervento di Alessandro Capecchi, di Pistoia Domani. Dopo aver ricordato che “grazie ad una battaglia dell'opposizione (su un emendamento al Piano presentato da Alessandro Sabella) il valore di vendita degli ex Macelli, dal 2004 sede degli uffici comunali, è tornato a 5,9 milioni di euro (a fronte dei 3,3 proposti dagli uffici”, Capecchi osserva: “con i soldi (potenziali) in più abbiamo proposto - con specifico emendamento - di prevedere la costruzione di una piscina olimpionica (che in città promettono da decenni) nell'area dell'Ex mercato annonario (nei pressi della nuova Esselunga); oppure, in subordine, che il Comune acquisisca dalla Provincia l'impianto della Fedi, provvedendo a ristrutturarlo (dai dati che siamo riusciti ad avere l'impresa non è drammatica) e concedendolo poi in gestione alle associazioni del territorio ai sensi della normativa regionale”. Emendamento inammissibile perché presentato dopo l’inizio della discussione sul punto. Ma secondo Capecchi c’è anche una motivazione politica, perché “l'immobile di via dei Macelli, unitamente a Villa Baldi Papini, potrebbe essere oggetto di una permuta con la proprietà dell'immobile in cui ha sede attualmente la Prefettura (in Piazza del Duomo), per scongiurare che vi si possa insediare un privato (Banca o assicurazione)”.

“A noi pare – conclude – che il Comune così facendo vada oltre il proprio ruolo, accollandosi un rischio imprenditoriale (trovare, dopo averlo acquisito, soggetti interessati ad un suo uso alberghiero) che non gli compete”.

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