Sicurezza
Duro colpo allo spaccio, cinque arresti
L’operazione antidroga dei carabinieri era partita dal ritrovamento di quattro chili di hashish nei boschi di Lupicciano
PISTOIA. Non era un residuato bellico quello che il metal detector aveva rilevato nel bosco di Lupicciano. L’appassionato di cimeli bellici ha scavato nel terreno, portando alla luce un contenitore di metallo. All’interno c’era hashish, tanto hashish. Quattro chili, diranno poi i carabinieri del Nucleo radiomobile, chiamati dal cercatore di residuati bellici. Era il gennaio 2015, le indagini dirette dal sostituto procuratore Luigi Boccia e portate avanti dai militari del Norm, diretti dal tenente Cosimo Friolo, hanno avuto come punto d’arrivo l’applicazione di misure cautelari nei confronti di sei persone (cinque rintracciate, mentre di una sono ancora in corso le ricerche). Una settima è stata arrestata in flagranza di reato.
Non un sodalizio criminale vero e proprio, spiega in conferenza stampa il maggiore Luca Stegagnini, comandante della Compagnia di Pistoia, ma un gruppo di personaggi che si conoscevano e gravitavano nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti. Droga che arrivava dalla Campania per essere poi smistata tra i sei e venire poi rivenduta dagli spacciatori, soprattutto nella Piana tra Pistoia e Prato.
L’operazione è scattata ieri mattina e ha visto impegnati cinquanta militari della Compagnia coadiuvati da unità cinofile antidroga del Nucleo cinofili di Firenze. In base all’esito delle indagini, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pistoia, Maria Elena Mele, ha disposto la custodia cautelare in carcere per quattro degli indagati, i domiciliari per un quinto e l’obbligo di dimora per un sesto.
Il primo a finire nella rete degli investigatori è stato Jonathan Tomasello, 28 anni, di Serravalle. Su di lui, già noto alle forze dell’ordine per spaccio, si sono concentrate sin dall’inizio le attenzioni dopo il ritrovamento del contenitore di metallo nel bosco. Tomasello è stato poi arrestato in seguito a un controllo a Monsummano, il 18 giugno 2015, quando fu trovato in possesso di quasi un etto di hashish. Ieri è stato trasferito dalla comunità di San Patrignano, dov’era agli arresti domiciliari, e trasferito in carcere a Rimini.
Gli altri arrestati sono: Marco Ciapetti, 48 anni, di Marliana, aiuto fornaio (trasferito al carcere di Pistoia); Marco Rustici, 40 anni, di Pistoia, portato ai domiciliari; Sokol Beqiri, 32 anni, di origini albanesi, rintracciato nel pomeriggio a Poggibonsi e trasferito in carcere a Siena; Nicola Cappelli, 52 anni, disoccupato. Cappelli era inizialmente destinatario solo di un provvedimento di perquisizione domiciliare, ma nascosti nell’intercapedine di un sottoscala nella sua abitazione di Pistoia i carabinieri hanno trovato tre chili di hashish e un etto di marijuana. Gli sono stati sequestrati anche 2.400 euro in contanti e il classico materiale usato per il confezionamento delle dosi. Cappelli è stato trasferito nel carcere della Dogaia, a Prato, mentre a Marco Pietrini, 24 anni, disoccupato, è stato notificato l’obbligo di dimora con presentazione all’autorità giudiziaria.
Durante le perquisizioni disposte dal gip sono stati recuperati nelle altre abitazioni quantitativi più modesti di hashish e marijuana (25 e 10 grammi). «Un’operazione - commenta il maggiore Stegagnini - che ha assestato un duro colpo al traffico di droga nella Piana pistoiese».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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