Il Tirreno

Pistoia

Crescono droga e degrado alla stazione

di Eleonora Ferri

Ex fabbriche prese di mira: dopo la Martinelli tocca alle Filerìe. Tra le proposte, gli operatori di strada e l’Help Center

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PISTOIA. Il problema alla stazione di Pistoia non è uno solo e la situazione è complessa: al degrado e all’insicurezza si aggiunge il disagio dei senzatetto che dormono in stabili abbandonati e in situazioni igienico sanitarie allarmanti. Una situazione al limite, nascosta allo sguardo diretto dei più, ma di fatto sotto gli occhi di tutti. La stazione di Pistoia è stata al centro del confronto pubblico fra operatori del settore, organizzato dal Pd, che si è svolto giovedì sera al circolo Garibaldi di Pistoia. Non ancora una situazione d'emergenza, ma in peggioramento. «Lavoro al deposito locomotive dal '92, c'è tanta gente che vive nella fabbrica abbandonata a sud della stazione e alle ex Martinelli, dove ormai si sa, c'è un anche un centro di spaccio, ma i ragazzi per raggiungere questi luoghi rischiano la vita» spiega Paolo Dallai, responsabile Rfi.

Oltre alle ex fabbriche Martinelli, anche lo stabile delle ex Filerie a sud della stazione. «C'è anche l'altro posto dove vanno a dormire, a sud della ferrovia - racconta il dottor Barontini, medico dell'associazione Raggi di Speranza in Stazione, che da anni opera alla stazione per i senzatetto - in quel luogo c'è una quantità impressionante di rifiuti abbandonati, fra i quali dormono persone, in mezzo ai topi». A queste problematiche, si aggiunge lo spostamento del flusso della droga sempre più verso Pistoia: «Dopo l'inasprimento dei controlli, i consumatori vengono a comprare la droga a Prato e poi tornano a consumarla a Pistoia, fra questi molti giovani pistoiesi - spiega il consigliere comunale pratese Gabriele Alberti - qui a Pistoia siete ancora in tempo, a Prato abbiamo affrontato la situazione della stazione Porta al Serraglio accogliendo le proposte delle associazioni, delle cooperative, rivitalizzando la zona, e abbiamo attivato operatori di strada professionali, perché le istituzioni da sole non ce la fanno».

«Da settembre abbiamo iniziato a trovare segni di gente che viene a drogarsi, cosa che non era mai successa - conferma Dallai - un'istituzione deve farsi carico di questa situazione, non un'associazione di volontariato». Per Marcello Suppressa presidente di Caritas e Moreno Sepiaci della cooperativa Incontro, che gestisce anche l'albergo popolare di Pistoia, è necessario analizzare i bisogni dei senzatetto e indirizzare singolarmente ognuno verso un percorso specifico proprio attraverso ilo lavoro di operatori di strada professionisti.

«Bisogna rendere viva la stazione, la città che deve andare in questi luoghi com'è successo per le Fornaci dove l'ambiente è stato rivitalizzato e ha risposto bene - spiega Suppressa - e gli operatori, come quelli del Sert o del centro salute mentale, dovrebbero iniziare ad andare in strada collaborando con le associazioni. Tutte le forze devono lavorare insieme». Per Don Biancalani, parroco di Vicofaro e Ramini, si può fare di più: «quest'inverno, io e le nostre due comunità, abbiamo risposto all'appello dell'associazione Raggi di Speranza in Stazione e accogliamo a dormire la notte 10 persone che gravitavano alla stazione. Situazioni come quella alle ex Martinelli sono gravi, ci sono persone che vivono in mezzo agli escrementi e alla spazzatura. Credo che le istituzioni e la chiesa possano fare molto di più, qualche mio collega potrebbe aprire qualche stanza».

A raccontare la vita della stazione di Pistoia anche il documentario "Pistoia Stazione. Con la macchina da presa" di Francesco Fiori e Francesca Lenzi, con il coordinamento di Nicola Ruganti, realizzato all'interno del progetto I.C.S. gestito dalle Cooperative Pantagruel e Arké, e proiettato durante l'assemblea.

Ad intervenire anche l'assessore Tina Nuti, che spiega uno dei progetti del comune per la stazione di Pistoia, l'Help Center. Si tratta di uno sportello che dovrebbe sorgere alla stazione per aiutare chi ha bisogno. Ma il progetto, in collaborazione con Rfi e per il quale sono stati stanziati 44.000 euro dai fondi regionali, è fermo. Rfi al momento infatti non dispone, alla stazione di Pistoia, di un locale da destinare all'Help Center.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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