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Pavana, inaugurata la primaria

Pavana, inaugurata la primaria

La scuola elementare porta il nome del filologo di Taviano Michele Barbi

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PAVANA. Chi è stato Michele Barbi per il mondo delle lettere non importa ricordarlo. Ma da ieri mattina la sua memoria resterà legata, ancora più saldamente, ai suoi conterranei, gli abitanti di Sambuca. Tra quelli meno giovani e soprattutto nei giovanissimi studenti della scuola primaria di Pavana, che hanno bisogno, più di altri, di mantenere vivo un contatto con le proprie radici e il proprio passato per capire meglio il loro futuro.

Da poche ore la scuola primaria del paese di Francesco Guccini è stata intitolata al grande filologo nato a Taviano nel 1867. Ed è la prima intitolazione, visto che prudentemente il plesso scolastico che fa parte dell'Istituto comprensivo statale "Cino da Pistoia" , diretto da Chiaramaria Camoni, non ha mai ricordato alcun personaggio emerito. La manifestazione per la intitolazione si è svolta ieri alla presenza del sindaco di Sambuca Fabio Micheletti, dello stesso dirigente scolastico Camoni, del presidente della Pro loco Franco Casari ma soprattutto alla presenza di quei discendenti dell'emerito filologo Barbi che, in un modo o in un altro, detengono tutti la sua eredità. Accorsi da diverse città del settentrione, erano presenti tre generazioni di eredi e tra l'altro anche un pronipote che porta lo stesso nome, Michelo Barbi, seduto al tavolo degli oratori.

La proposta dell'intitolazione al famoso figlio di Taviano, è stata proposta tempo fa dalla pro loco di Pavana e recepita con orgoglio dall'amministrazione comunale di Micheletti. «Vorrei ricordare che oltre all'uomo di lettere che è stato -ha detto il sindaco Micheletti - Michele Barbi nel 1910 è stato anche consigliere comunale. La sua figura l'ho conosciuta attraverso l'enciclopedia Garzanti e mi ricordo che al liceo era fonte di orgoglio studiare sui testi danteschi annotati dal Barbi».

«È necessario valorizzare -ha spiegato la preside Camoni - i personaggi che hanno dato fama al territorio in cui viviamo, soprattutto nei confronti dei giovanissimi. Bisogna insegnare loro che senza passato non c'è né presente, né futuro». La cerimonia è proseguita all'esterno del plesso scolastico con l'esibizione canora dei bambini delle calssi elementari e la scoperta della targa. Uno dei discendenti ha anche lanciato la proposta di istituire un premio o un concorso in memoria di Barbi. (c.b.)

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