Il Tirreno

Pistoia

parla il direttore del personale hitachi

«Disponibili al confronto ma deve essere corretto»

«Disponibili al confronto ma deve essere corretto»

PISTOIA. Se i dipendenti protestano, l’azienda Hitachi contesta i contenuti, ma soprattutto i modi della protesta, che definisce «un po’ arcaici». E invita tutti a riportare quel clima armonioso che...

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PISTOIA. Se i dipendenti protestano, l’azienda Hitachi contesta i contenuti, ma soprattutto i modi della protesta, che definisce «un po’ arcaici». E invita tutti a riportare quel clima armonioso che ha accompagnato la prima fase dello sbarco dell’azienda in Italia e nello stabilimento di via Ciliegiole. «C’è stato fin dall’inizio un grande rispetto del territorio, che ha riposto tante aspettative e ha colto anche tante opportunità in questa operazione, a cui ciascuno deve contribuire - spiega Ernesto Martinelli, direttore del personale - Non vorremmo che passassero messaggi sbagliati e fuorvianti, dentro e fuori dall’azienda».

Le relazioni sindacali. L’azienda si dice favorevole «al confronto e allo sviluppo delle relazioni sindacali, ma devono fondarsi sulla correttezza. Non è scontato che un’azienda straniera dopo pochi mesi decida di rivedere gli ingaggi sulla base del merito e della professionalità, eppure lo ha fatto. Ma non è possibile fare una politica di sviluppo professionale a pioggia e non è possibile dare tutto subito. I premi, attraverso aumenti retributivi, passaggi di livello contrattuali e importi una tantum, hanno riguardato il 13-14% della popolazione aziendale ed è probabile che altri ne verranno dati in seguito. Sappiamo che i sindacati hanno storto il naso rispetto agli “una tantum”, ma si tratta sempre di riconoscimenti delle professionalità, come avviene in ogni azienda».

Premi e incentivi non sono strumenti contrattuali. L’azienda ci tiene a rimarcare che le decisioni di politica meritocratica sono «appannaggio esclusivo dell’azienda. Già fare sciopero su questo tema è un’anomalia».

Rapporti coi sindacati nazionali: perché. È uno degli aspetti che viene rimproverato ad Hitachi. «Abbiamo aperto un tavolo coi sindacati a livello nazionale perché è necessario procedere con percorsi di armonizzazione ed efficientamento fra i tre siti nazionali di Hitachi. Lo abbiamo fatto sul tema delle pause in orario di lavoro, trattativa peraltro ancora in corso e non conclusa».

La Digos. Martinelli nega che sia stata l’azienda a chiamare la Digos: «Siamo grati alla polizia per ilo supporto totale che ci assicura, ma non siamo stati noi a chiamarla». (f.a.)

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