Sicurezza
Il museo apre le porte ai monaci tibetani
Da tre giorni i quattro ospiti del “Marino Marini” sono impegnati nella creazione di un mandala
PISTOIA. Nel chiostro centrale del Museo Marino Marini, fra le sculture del grande artista pistoiese, due monaci tibetani. Nei loro colorati abiti tradizionali gialli e bordò, intonano una cerimonia di iniziazione. È successo giovedì mattina, a Pistoia, in occasione del primo appuntamento con la tre giorni di eventi dedicati alla cultura tibetana, promossa dalla Fondazione Himalayan cultural centre e ospitata dal museo.
Quattro i monaci impegnati per tre giorni (fino ad oggi) all’interno del chiostro del museo a lavorare, alternandosi, alla realizzazione di un mandala: un disegno formato dall’associazione di alcune figure geometriche che vengono colorate riempendole con granelli di sabbia. Quello del museo Marino Marini sarà un mandala della prosperità.
«Il mandala rappresenta nella cultura tibetana una geometria sacra creata lentamente con i granelli di sabbia colorata - spiega Simona Bocchi, scultrice e rappresentante degli eventi in Europa per la Fondazione Himalayan Cultural Centre - Il mandala della prosperità è creato dai monaci tibetani per generare abbondanza nella vita di chi lo guarda, una prosperità non solo materiale ma anche spirituale. Poi il mandala verrà dissolto, come vuole la tradizione, a simboleggiare un non attaccamento alle cose materiali».
La tre giorni si concluderà infatti con la dissoluzione del mandala in un corso d’acqua e con canti e danze sacre.
I quattro monaci, insieme ad un musicista e due danzatori, sono arrivati mercoledì sera a Pistoia, direttamente da vari monasteri dell'India, grazie alla fondazione che da anni promuove la cultura tibetana nel mondo. Pistoia è la prima tappa italiana dei quattro, che passeranno poi da Firenze, Piacenza, Udine e da altre città. «Sono una scultrice, vivo in India da dieci anni e da tre rappresento la fondazione in Europa, e soprattutto in Italia - spiega Simona Bocchi - Il Tibet non ha una patria, il popolo tibetano è stato mandato via dalla propria terra e il Dalai Lama ci insegna che si può portare la tradizione del Tibet dove ci sia voglia di conoscerla. Per me, che sono una scultrice, è davvero bello poter vedere l’accostamento della creatività dei monaci con le opere di Marino Marini».
Un incontro culturale che Pistoia conosce bene: è pistoiese Ippolito Desideri, fra i primi europei a visitare il Tibet, nel '700, e fra i pionieri della filosofia tibetana europea.
Oggi alle 13 si svolgerà la cerimonia di conclusione, mentre stasera, dalle 21, all'Ecovillaggio Ciricea (via Villa di Piteccio 6) si svolgerà una serata di canti e danze sacre tibetane. Ultimo e suggestivo appuntamento sarà poi quello di domani, dalle ore 21, alla Chiesa di Vicofaro, con canti e musiche da varie tradizioni religiose (nativi americani, Indù, Sufi, Ebraica e Cristiana e Tibetana). (e.f.)
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