Gioco
Incastrato dalle telecamere il bandito delle farmacie
Indagine lampo della Squadra mobile dopo i colpi a Sant’Agostino e ad Agliana Usava l’obbligo di firma in caserma come alibi per commettere le rapine
PISTOIA. Prima si presentava alla caserma dei carabinieri, come imposto dalla misura cautelare dell’obbligo di firma che già gravava su di lui. Poi, in tutta fretta, raggiungeva, a chilometri di distanza, l’obiettivo prescelto e metteva a segno il colpo. Un alibi perfetto. Se non fosse stato per le capacità investigative dei poliziotti della Squadra mobile. E per le telecamere di videosorveglianza, che lo hanno immortalato mentre si allontanava dal luogo della prima delle due rapine.
È in carcere dalla serata di mercoledì il bandito che, armato di taglierino, il 15 aprile scorso ha rapinato la Farmacia Sant’Agostino, in via Cellini, a Pistoia, e, tre giorni dopo, quella di Spedalino, davanti al centro commerciale Coop di Agliana. Lucio Graziano, 44 anni, residente nella frazione pratese di San Giusto, è stato arrestato grazie a un’indagine lampo dagli uomini della Mobile, che lo hanno acciuffato proprio mentre usciva, dopo aver firmato, dalla Stazione dell’Arma di Iolo: l’eventuale alibi, questa volta gli si è ritorto contro.
I poliziotti hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta ed ottenuto nell’arco di sole 24 ore grazie alla non comune sinergia tra investigatori e magistrati, tra polizia, procura e gip: «A Pistoia si riescono a raggiungere tempi che nelle altre province d’Italia non si possonoi neppure sperare» ha sottolineato il capo della Squadra mobile Antonio Fusco. Una rapidità essenziale in casi come questo: «I magistrati si sono resi conto della pericolosità del soggetto, sia per lo stato di alterazione psichica con cui agiva, sia per l’eventualità che potesse commettere altre rapine» ha aggiunto il questore Salvatore La Porta.
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno avviato le indagini fin dai primi minuti successivi alla rapina di via Cellini. Sia analizzando il modus operandi del rapinatore e collegandolo con i pregiudicati corrispondenti alle caratteristiche descritte dai testimoni. Sia attraverso una capillare ricerca delle telecamere di videosorveglianza private presenti nella zona. Una delle quali – quella di un esercizio commercale – aveva immortalato il bandito in fuga.
«Le telecamere sono state fondamentali – ha spiegato il vicequestore Fusco, sottolineando i gravi problemi che a Pistoia affliggono il sistema di videosorveglianza pubblico – Fortunatamente ci sono quelle dei privati, che sono molto efficienti».
La conferma definitiva sull’identità del rapinatore è poi arrivata dai riconoscimenti effettuati dalle vittime attraverso le foto. I risultati delle indagini è stato quindi sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria che, nel giro di 24 ore, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere proprio per evitare che il bandito mettesse in atto altri colpi.
Nel corso delle indagini è emerso che Graziano era già sottoposto alla misura dell’obbligo di firma per un’altra rapina, commessa in provincia di Prato, e che si recava tre volte alla settimana a firmare alla stazione dei carabinieri di Iolo: lunedì, mercoledì e venerdì. E proprio di venerdì e di lunedì, subito dopo la firma, aveva messo a segno i colpi a Pistoia e ad Agliana, probabilmente per sviare eventuali sospetti su di lui. Mercoledì, all’uscita dalla caserma, ha trovato ad aspettarlo le manette della polizia.
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
