Sicurezza
Da Farcom a Tari, i dubbi di Pistoia domani
Il gruppo di opposizione passa in rassegna i problemi del bilancio di previsione 2016 del Comune
PISTOIA. Farcom, Tari, Publiambiente, investimenti e molto altro di cui discutere. Si parla di bilancio preventivo 2016 comunale e i consiglieri del gruppo di opposizione Pistoia Domani hanno parecchio da dire su novità e scelte ben poco condivise. «A partire dal documento del bilancio stesso, che riporta tutti i programmi dell'amministrazione, completamente illeggibile. Trenta pagine invece di trecento. Forse il sindaco aveva paura di eventuali emendamenti?» la provocazione di Alessandro Capecchi.
Ma partiamo con ordine. Innanzitutto la novità che riguarda la proposta di modifica sullo schema di bilancio con azzeramento dell'utile previsto nel 2016 da Farcom: si parla di 540.000 euro che il Comune avrebbe dovuto riscuotere dalla società partecipata. «Il 15 aprile è stata approvata questa modifica azzerando l'entrata prevista - dice Margherita Semplici, capogruppo - questo ci lascia perplessi: per noi Farcom è sempre stata un cespite da valorizzare, una risorsa indispensabile. Come è possibile passare da più di mezzo milione di euro a zero?».
«Una vicenda inquietante sulla quale noi consiglieri siamo stati informati in modo sommario -le fa eco Alessandro Tomasi - porteremo tutto alla Corte dei Conti perché ciò andrà ad influire sul bilancio; e ci auguriamo che questo sia solo un errore di calcolo. Altrimenti la politica deve delle risposte. Forse si sono distribuiti più utili negli anni precedenti?».
Altra questione quella che riguarda Publiambiente. «Un primo profilo: la legge impedisce di ritoccare le aliquote o di ridurre le agevolazioni: l'unica imposta esentata da questo principio è la Tari, per la quale nel 2016 è previsto un aumento del 3,3% medio (circa 450mila euro) - prosegue Semplici- e intanto paga Pantalone, cioè i cittadini. Secondo profilo: il Comune si appresta a costituire un diritto di superficie sull'area di via dell’Annona, dove Publiambiente si è impegnata a costruire un centro di raccolta a proprie spese. Però l'amministrazione si è dimenticata che il 2 febbraio 2015 era stato stipulato un contratto di locazione commerciale sempre sull'area, per un totale di 100.000 euro circa. Noi faremo un emendamento per chiedere che dai soldi per il diritto di superficie vengano detratti quei 100.000 già spesi da Publiambiente, soldi che altrimenti andranno a incrementare la Tari».
Altro problema messo in evidenza, il servizio mensa: con il nuovo sistema a fasce tariffarie in base all’Isee il tasso di copertura (cioè la fetta dei costi del servizio pagata dagli utenti) è sceso al 73% , mentre prima era al 101%: questo porterà un milione e 300mila euro di sbilancio».
Alessandra Tuci
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