Sicurezza
Resta in carcere la donna arrestata
L’avvocato annuncia ricorso al tribunale della libertà: «È innocente»
PISTOIA. E’ stata interrogata ieri mattina in carcere dal gip del tribunale Grazia Maggini, la donna di 51 anni arrestata giovedì scorso dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio, per l'aggressione del 5 aprile scorso in piazza della stazione, a Pistoia, in cui erano rimasti feriti un ragazzo di 16 anni (colpito alla schiena con un gancio di metallo) e la sua fidanzatina di 14.
Il giudice, dopo aver convalidato il fermo di pg effettuato dai carabinieri su disposizione del pm, ha applicato alla donna la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere, per evitare il rischio di fuga: sapendo che i carabinieri erano sulle sue tracce, la donna, che vive nelle case popolari a Pistoia, era stata trovata nascosta in un armadio della roulotte del figlio, in via Buzzati.
Il difensore della donna, l’avvocato Guidi Tesi, ha annunciato il ricorso al tribunale della libertà, sostenendo come, a suo giudizio «la richiesta di convalida del fermo e la custodia cautelare possano essere frutto anche della campagna razzista messa in piedi dalla lega Nord contro i nomadi, e i sinti nel caso particolare».
Il legale ipotizza che la magistratura possa essere stata influenzata «dalle richieste della Lega e di certa fetta di opinione pubblica per un episodio che si inquadra in un banalissimo litigio fra giovani, insorto per post e commenti sui social network. Il fatto che alcuni fossero sinti nulla ha a che vedere con l'accaduto - conclude il difensore - e la mia assistita presenterà ricorso al tribunale della libertà, non essendo colpevole di quanto le viene addebitato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google