Tracciabilità una vittoria per tante piccole imprese
PISTOIA. Un disegno di legge sulla tracciabilità dei prodotti e per fare chiarezza su origine e qualità del vero made in Italy. La proposta, la cui relatrice è Caterina Bini, deputata Pd, è stata...
PISTOIA. Un disegno di legge sulla tracciabilità dei prodotti e per fare chiarezza su origine e qualità del vero made in Italy. La proposta, la cui relatrice è Caterina Bini, deputata Pd, è stata presentata lo scorso 30 marzo alla Camera dei deputati e ora è passata al Senato. Grande la soddisfazione di Confartigiano Pistoia che, proprio nel 2002, aveva già presentato Etichetta Italia, un precursore dell'attuale disegno di legge, con l'obiettivo di far sì che il consumatore finale possa conoscere la provenienza del prodotto che acquista.
La legge consentirebbe, a chi decide di optare per la trasparenza, di utilizzare un sistema di codici non replicabili apposti sopra i prodotti: il consumatore potrebbe quindi, in modo immediato, attraverso anche smartphone e tablet, conoscere l'origine del prodotto. Le imprese che decideranno di adottare questo sistema potranno accedere a contributi di 20 milioni di euro l'anno, per non più di 200.000 euro ad impresa, da utilizzare per l'acquisto di macchinari ed attrezzi.
«Sono fiera di presentare questo disegno di legge nella mia città - ha esordito Caterina Bini nella sede di Confartigianato Pistoia di via Fermi- è stato un percorso lungo e ora attendiamo l'approvazione del Senato e il relativo regolamento ministeriale».
«Per noi questo è un obiettivo raggiunto - aggiunge Simone Balli, presidente Confartigianato Pistoia- In questo modo verranno valorizzate soprattutto le produzioni di piccole e medie imprese che sono tante sul nostro territorio. Basta pensare che delle 319.000 aziende artigiane e manifatturiere, 3.700 sono a Pistoia e 2.557 a Prato. Posizione importante ha la Toscana anche per i prodotti Dop e Igp, con 31 riconoscimenti, di cui 12 a Pistoia e 7 a Prato, su un totale nazionale di 283». (a.t.)
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