Il Tirreno

Pistoia

Tegola da mezzo milione sulle casse comunali

È l’importo che l’ente deve ai proprietari espropriati per il Peep del Belvedere A stablirlo è una sentenza della Corte d’Appello dopo una lunga vertenza legale

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MONTALE. Una tegola da 533.000 euro, cui si sommano gli interessi legali e il maggior danno, oltre le spese legali e l'Iva. Si tratta dell'importo che il Comune di Montale ha dovuto corrispondere alla controparte a conclusione della causa relativa all'indennità di esproprio per un'area destinata all'edilizia popolare. A stabilirlo, una sentenza della Corte d'appello di Firenze del settembre 2015, che ha determinato in 533.000 euro l'indennità dovuta dal Comune ad una società di Montale alla data del decreto di esproprio, risalente al 2001. «Pari a circa 190.000 euro - spiega il sindaco Ferdinando Betti - il totale degli importi in parte già pagati e in parte accantonati alla data dell'esproprio». Intorno agli 850.000 euro l'ammontare che l'ente ha corrisposto negli anni alla società originariamente proprietaria dei terreni. Le aree interessate, destinate al piano di edilizia economica e popolare Peep, si trovano in località Belvedere, comprese tra via Giotto, via Lindo Meoni e via Maone e Casello per una superficie complessiva di circa 29.000 metri quadrati. Il piano avanza con una serie di atti tra il 1995 e il 1997. Sull'area viene prevista la realizzazione di 93 alloggi sugli 8 lotti edificabili. Il progetto iniziale era stato adottato dal consiglio comunale con un atto del 1980. Nel 1998 vengono stipulate le prime convenzioni per la concessione delle aree: da una parte il Comune, dall'altra cooperative e imprese. Il decreto di esproprio risale, poi, al 2001. Le procedure espropriative si conclusero con acquisizioni bonarie con i privati per circa 22.800 metri quadrati, mentre, per quanto riguarda i restanti 6.190 metri quadrati di superficie, la società proprietaria dei terreni con sede a Montale, avviò la procedura che portò al contenzioso sia sull'indennità di esproprio che sull'indennità di occupazione stabilite dal Comune. La causa relativa all'indennità di occupazione si è conclusa nel 2010 con la sentenza della Corte d'appello di Firenze. La somma stabilità fu pari a circa 36.700 euro oltre Iva. L'indennità di esproprio è, come detto, stata determinata (alla data del decreto d'esproprio) in 533.000 euro con la sentenza dello scorso settembre. Nel bilancio 2015 del Comune di Montale, quindi, i maggiori importi legati alla determinazione definitiva dell'indennità di esproprio - circa 596.000 euro, ricorda il sindaco Betti - sono stati riconosciuti come debito fuori bilancio. «Le procedure amministrative e finanziarie per corrispondere alla controparte quanto rimane della somma stabilita dalla sentenza - fa sapere l'amministrazione comunale di Montale - sono in corso di conclusione. Ci siamo trovati a fronteggiare una sfida di non poco conto: assorbire l'urto e gestire le conseguenze di una sentenza di queste proporzioni. Oggi infatti abbiamo la necessità di rispondere con interventi concreti alle sollecitazioni di tanti concittadini, ma dobbiamo farlo con un bilancio che non lascia spazio a proclami o sogni. Dopo aver pagato la sentenza, il Comune si appresta ad approvare un bilancio di previsione in cui, escludendo eventuali mutui, ci sono soli 200.000 euro da oneri di urbanizzazione per poter finanziare futuri investimenti. Non possiamo tuttavia abbandonarci ad un atteggiamento rinunciatario, serve anzi ricercare con maggiore insistenza altri contributi».

Tommaso Artioli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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