Sicurezza
Sono falliti la Tesi Ubaldo e i tre soci proprietari
PISTOIA. Era ampiamente prevedibile ma in tanti hanno sperato fino alla fine che potesse esserci una soluzione meno indolore. Ed invece il 31 marzo scorso è arrivata la sentenza definitiva: il...
PISTOIA. Era ampiamente prevedibile ma in tanti hanno sperato fino alla fine che potesse esserci una soluzione meno indolore. Ed invece il 31 marzo scorso è arrivata la sentenza definitiva: il tribunale di Pistoia ha dichiarato il fallimento della Tesi Ubaldo & figli - società agricola semplice. E con la società è arrivata la stangata anche per i soci illimitatamente responsabili e quindi il fallimento è stato dichiarato anche per Barbara Tesi, 55 anni, Doris Tesi, 51, e Riccardo Tesi 49 anni.
La storica società vivaistica con sede in via del Girone 29 è così naufragata sotto i micidiali colpi di una crisi che per lungo tempo sembrava aver rispettato il settore florovivaistico e poi, invece, a qualcuno ha presentato il salato conto.
Il giudice delegato dal tribunale per occuparsi del fallimento è Daniela Garufi mentre curatore è stato nominato Silvio Nannotti. I creditori e i terzi che vantano diritti reali e mobiliari su cose in possesso dei falliti possono presentare le loro domande entro trenta giorni prima dell’adunanza. Il termine per il deposito ammissione allo stato passivo è stato fissato per il 14 giugno prossimo. L’esame dello stesso avverrà quindi il 14 luglio successivo.
La situazione alla Tesi Ubaldo&figli di Chiazzano era esplosa in tutta la sua drammaticità lo scorso 2 novembre quando venticinque dipendenti si trovarono i cancelli sbarrati alle 7,30 del mattino, orario del loro solito ingresso al lavoro, senza aver avuto alcuna comunicazione. Complessivamente l’azienda agricola aveva quarantotto dipendenti assunti a tempo indeterminato che già da quattro mesi, prima della chiusura dei cancelli, non riscuotevano lo stipendio. Molti i tentativi con i sindacati e anche col sindaco della città Bertinelli che aveva convocato un tavolo per cercare di evitare la chiusura. Ma non c’è stato niente da fare. Ora il fallimento per società e soci.
Pasquale Petrella
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