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Pistoia

Fidanzatini feriti, arrestata una donna

Fidanzatini feriti, arrestata una donna

L’accusa per Grazia Maggini è passata da lesioni in concorso a tentato omicidio. Si era nascosta nell’armadio di una roulotte

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PISTOIA. Sapeva che i carabinieri erano sulle sue tracce. E quando i militari del Nucleo radiomobile hanno perquisito la roulotte del figlio, in via Buzzati, l’hanno trovata rannicchiata dentro l’armadio. Sperava disperatamente di non essere trovata, Grazia Maggini, 51 anni, ma sapeva che era solo questione di ore.

Temendo che le indagini dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, prendessero una piega più dura nei suoi confronti, da alcuni giorni non si faceva vedere nella sua abitazione alle porte di Pistoia, una casa popolare in cui viveva insieme a una figlia, anch’essa denunciata per i fatti del 5 aprile.

Alle tre del pomeriggio piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione, si era trasformata in un teatro di battaglia. Una scena di violenza che ha avuto come spettatori involontari passanti e pendolari. Dopo l’appello dei carabinieri alcuni testimoni si sono presentati spontaneamente in caserma per rilasciare la loro deposizione su quanto visto. Un ragazzo di 16 anni e la sua fidanzatina di 14 sono finiti all’ospedale con 30 giorni di prognosi ciascuno. Lui nella notte era stato operato per scongiurare lesioni a un polmone, dopo che un oggetto acuminato - presumibilmente un rampino di quelli usati per appendere le carni, ma di dimensioni più piccole - gli aveva perforato la pleura.

Anche la ragazza aveva ferite da oggetto acuminato sulla schiena, le mani, il collo, la testa.

Per quell’aggressione sono state denunciate inizialmente quattro persone: la stessa Maggini, il figlio di 35 anni, la figlia di 18 anni e un’amica della ragazza, di 17 anni. In un primo momento sembrava che l’aggressione potesse essere riconducibile a una testimonianza su uno scippo rilasciata due mesi fa in questura dalla madre della quattordicenne. Gli accertamenti condotti negli ultimi giorni porterebbero a scartare questa ipotesi, ma i due ragazzi sarebbero comunque stati aggrediti per rancori e attriti nei confronti della madre della ragazza. «È per tua madre», avrebbero detto gli aggressori alla giovane.

La posizione di Grazia Maggini, dove gli accertamenti investigativi dell’ultima settimana, si è aggravata. Secondo gli inquirenti era lei ad avere in mano l’oggetto acuminato che ha ferito i due ragazzi. Da denuncia per lesioni aggravate in concorso, è scattato il fermo del pubblico ministero Grieco per tentato omicidio.

Dalla visita medico legale eseguita sulle vittime dal consulente tecnico nominato dalla procura è emerso infatti che le numerose ferite inferte ai minori erano di una gravità tale da poterne cagionare la morte se non fossero state trattate immediatamente dal personale sanitario dell’ospedale di Pistoia.

E sempre per l’aggressione alla stazione, i carabinieri hanno rintracciato e denunciato per lesioni personale aggravate in concorso una donna di 35 anni. In pratica, secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella andata “in scena” alla stazione sarebbe stata un’aggressione da parte di cinque persone nei confronti di due ragazzi.

Grazia Maggini, che come le altre donne coinvolte nella vicenda, vive in una casa popolare (il figlio abita vicino all’insediamento sinti di Sant’Agostino) respinge le accuse. «Non stava scappando e non si era resa irreperibile - afferma il suo avvocato, Guido Tesi - Era andata a trovare i figli. L’ho sentita tranquilla, ma respinge fermamente l’accusa di essere stata lei a ferire i ragazzi e la ricostruzione dei fatti».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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