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Pistoia

Rinviato a giudizio l’informatico pistoiese

Rinviato a giudizio l’informatico pistoiese

Omicidio di Londra, Stefano Brizzi è comparso ieri davanti al giudice: processo al via il 28 ottobre

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PISTOIA. Stefano Brizzi, il quarantanovenne informatico e assistente sociale pistoiese, è stato rinviato a giudizio dalla "Central Criminal Court" di Londra per l'omicidio del poliziotto britannico, Gordon Semple, che è stato poi fatto a pezzi e parzialmente bollito per distruggerlo. Si è conclusa così senza particolari sorprese la seconda udienza nei confronti di Brizzi, dopo quella di lunedì scorso, alla quale l'uomo aveva partecipato in collegamento video.

L'accusa nei suoi confronti, sostenuta dal magistrato Crispin Aylett, è quella di aver di aver strangolato e orribilmente mutilato l'agente di 59 anni, i cui resti erano stati trovati nell'appartamento di Brizzi, nel sud della capitale inglese.

Ieri mattina, l'imputato si è presentato in aula indossando occhiali da sole e l'uniforme grigia della prigione. Per tutto il tempo è rimasto piantonato da tre agenti carcerari. Nella breve udienza sono state fissate le date del processo, che inizierà in autunno, in particolare martedì 28 ottobre.

Una nuova udienza, con le eventuali richieste dell'imputato, avrà invece luogo il 29 giugno. E prima ancora, il 20 aprile, si svolgerà un'altro passaggio della procedura, in cui Brizzi - che per il momento non ha fatto richiesta di essere rimesso in libertà - tornerà in tribunale per la nomina dei difensori.

Durante l'udienza di ieri è emerso che Stefano Brizzi aveva conosciuto Semple su un sito web specializzato in incontri gay. La scomparsa del poliziotto era stata denunciata dal suo partner Gary Meeks dopo che l'agente non era tornato a casa, il primo aprile. I suoi resti sono stati scoperti sette giorni dopo, nell'appartamento occupato da Brizzi, in Southwark Street, grazie alla telefonata di un vicino a Scotland Yard, allarmato per l'"odore di morte" che proveniva dall'abitazione.

Stefano Brizzi, 49 anni, è originario di Quarrata, dove la famiglia (i genitori si sono trasferiti da alcuni anni a Pistoia) è molto conosciuta. Prima di lasciare l’Italia per l’Inghilterra, sei anni fa, ha vissuto a lungo nel centro di Firenze, a Borgo San Lorenzo. Stimato programmatore informatico, non ha mai fatto mistero della propria omosessualità. A Londra ha lavorato come tecnico informatico ed ultimamente svolgeva l'attività di assistente sociale.

La sua vicenda sta destando grande impressione tra le tante persone che l'hanno conosciuto e che non riescono a capacitarsi come un ragazzo apparentemente tranquillo e poco incline alla violenza possa essere accusato di un delitto così terribile.

Fabio Calamati

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