Sicurezza
Omicidio di Londra, Brizzi davanti al giudice
L’informatico quarratino sarà ascoltato dal tribunale penale centrale di Londra Gli amici pistoiesi: un ragazzo tormentato, senza pace, ma non crudele
PISTOIA. Comparirà mercoledì 13 davanti al giudice della Old Bailey, il tribunale penale centrale della capitale inglese. Stefano Brizzi sarà per la prima volta ascoltato di persona, dopo che lunedì 11 la presidente della Court House di Bromley, Sue Polydorou, gli ha comunicato in collegamento video dal carcere la convalida dell’arresto per l’omicidio di Gordon Semple.
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Il corpo di Gordon Semple, 59 anni, agente della Metropolitan police, è stato ritrovato nella vasca da bagno dell’appartamento di Brizzi, disciolto nell’acido. Era stato smembrato. Alcune parti bollite, mentre altre sono state ritrovate nel Tamigi. Semple, originario di Inverness, in Scozia, era sparito il 1 aprile. Le ultimi immagini che lo ritraggono vivo provengono da una telecamera a circuito chiuso di Southwarl, lo stesso quartiere dove abita Brizzi. Stefano Brizzi, 49 anni, è originario di Quarrata, dove la famiglia (i genitori si sono trasferiti da alcuni anni a Pistoia) è molto conosciuta. Prima di lasciare l’Italia per l’Inghilterra, sei anni fa, ha vissuto a lungo nel centro di Firenze, a Borgo San Lorenzo. Stimato programmatore informatico, non ha mai fatto mistero della propria omosessualità. Un ragazzo che sentiva la provincia troppo stretta. Aveva iniziato il liceo classico a Pistoia, poi ha scelto di proseguire la carriera scolastica e diplomarsi a Firenze. «Quarrata, e forse anche Pistoia - racconta un amico del periodo dell’adolescenza - gli stavano non strette, di più. Non solo perché più bigotte. Anche questo certamente. Trent’anni fa non era facile vivere liberamente senza essere giudicati l’omosessualità. Ricordo Stefano come un ragazzo di grandissima sensibilità, che non sapeva trovare pace in se stesso. Ma dall’essere tormentato a fare quello che ha fatto ce ne passa. Può capitare il raptus? Sì, ma è quello che è successo dopo che mi ha sconvolto e che non me lo fa riconoscere».
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A Quarrata, ricorda Andrea Balli, giornalista e anch’egli amico di Brizzi nell’adolescenza, «Stefano frequentava il gruppo della parrocchia. Per un certo periodo è stato catechista. Me lo ricordo agli albori della nascente associazione “Pozzo di Giacobbe”, fine anni ’80, dove faceva volontariato. A distanza di anni la notizia proveniente da Londra mi sembra quasi impossibile da credere».
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