Il Tirreno

Pistoia

Tutti incantati dal Caffè Valiani

Lo storico locale ha riaperto per un giorno le sue porte ai cittadini: un successo

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PISTOIA. Lo storico Caffè Valiani di via Cavour, dopo sei anni dalla chiusura, ha riaperto le sue porte ai cittadini pistoiesi, anche se solo per una sera. Ed è stato un successo di presenze.

L'iniziativa, nata all'interno di Leggere la città, è stata promossa dal gruppo Fai Giovani Pistoia che, in occasione della quarta edizione della rassegna, ha organizzato una visita guidata all'interno dello storico locale pistoiese, svelandone storia e curiosità. Un successo, visto il grande numero di persone che hanno approfittato dell'opportunità per rientrare in uno dei locali più amati del centro storico.

Una visita che ha permesso anche di ammirare la ricca collezione di quadri e opere d'arte della famiglia Valiani, ancora oggi conservata al piano sottostante il Caffè, e che per decenni è stata galleria d'arte molto frequentata, dove hanno esposto opere artisti pistoiesi e non solo. Aperto nel 1864 da Dante Valiani e la moglie Margherita Bini, l'elegante Caffè sorge in un luogo ricco di storia. Nel XII secolo in quella'area si trovava un piccolo cimitero, contiguo alla chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, dove poi fu edificato un oratorio dedicato a Sant’Antonino Abate. Oratorio sconsacrato nella seconda metà del '700, e un secolo dopo acquistato dalla famiglia Valiani. Nasce così uno dei caffè-pasticceria più famosi di Pistoia, con un tradizione dolciaria che ben presto supera i confini della città e conquista anche la famiglia reale. Il '900 è l'anno della consacrazione del locale che, tra i frequentatori, vanta artisti, poeti e musicisti. Da Gabriele D'Annunzio a Giacomo Puccini, fino a Giuseppe Verdi, amante del vino prodotto dalla famiglia Valiani.

Oltre un secolo e mezzo di storia per un locale tra i più eleganti di Pistoia che però, dal 2010, ha chiuso i battenti. La proprietà è ancora della famiglia, e più volte sono corse voci di una riapertura del Caffè, dato in gestione anche sotto altre vesti. Come l'idea, mai realizzata, di aprirvi un bistrot, dietro proposta della famiglia di salumieri Savigni di Pavana. Trattativa che non è mai andata in porto. Così, dopo sei anni le luci dello storico Valiani rimangono ancora spente. (v.v.)

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