Gioco
No all’orario di lavoro unico Hitachi modifica il piano
Secondo faccia a faccia tra sindacati e azienda a Roma sull’armonizzazione Valutazioni caute, in attesa di avere le carte. Nuovo incontro per il 3 maggio
PISTOIA. L’unica verà novità – se confermata – è quella relativa all’orario unico per tutti gli stabilimenti. Hitachi Rail Italy, l’ex AnsaldoBreda, ha riformulato la proposta ai sindacati nel corso dell’incontro svoltosi ieri pomeriggio a Roma, il secondo dopo quello del 26 febbraio. E pare tramontata l’idea di un orario unico per i tre siti produttivi di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria, in cui si articola la grande azienda ferroviaria ceduta da Finmeccanica al colosso giapponese della meccanica. «Non si prevedono più standard uguali per tutti – spiega Simona Gigetti della Uilm pistoiese – ma stabilimento per stabilimento».
Ciascun sito, così, potrà conservare abitudini ormai consolidatesi nel tempo, ma determinate anche dalle condizioni ambientali. A Napoli, ad esempio, l’orario di ingresso alle 7,30 (mezz’ora prima di Pistoia) nascerebbe dall’esigenza di evitare – almeno in parte – il caotico traffico del capoluogo campano. Peculiarità che il nuovo approccio di Hitachi sembrava destinato a cambiare, con una proposta di orario unico (ingresso alle 7,45, uscita alle 16,30) che aveva suscitato più di un malumore nelle fabbriche del gruppo.
Per il resto, il secondo faccia a faccia tra azienda e sindacati non ha prodotto novità clamorose. Rispetto alla prima proposta presentata il 26 febbraio (non si parla solo di orari, ma di gestione delle visite specialistiche e dei permessi, introduzione di superminimi e così via) Hitachi ha formulato diverse nuove idee, modificando quelle avanzate a febbraio. L’obiettivo rimane quello di guadagnare in produttività ed efficienza, per mettersi definitivamente alle spalle i lunghi anni di crisi e bilanci in rosso.
Le delegazioni dei sindacati metalmeccanici presenti al tavolo hanno preso atto delle nuove proposte e chiesto di avere i documenti scritti su cui poter ragionare. L’impressione iniziale è di una certa cautela nel valutare le proposte Hitachi. Se l’obiettivo di accrescere la produttività è condiviso, va evitato – secondo i sindacati – che questo si ottenga con una penalizzazione dei lavoratori. Occorre “un’armonizzazione intesa non come miglioramento della prestazione individuale – ha scritto su Facebook il segretario della Fim Jury Citera – ma come piano complessivo di efficientamento aziendale, compatibilmente con la qualità di vita dei lavoratori”.
Oggi alcune delle sigle sindacali presenti al tavolo riuniranno i loro coordinamenti nazionali. Già fissata, comunque, la data per un nuovo incontro: sarà il 3 maggio e l’auspicio è che si possa entrare nello specifico delle misure da prendere.
Fabio Calamati
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