Finanza
Videocamere troppo vecchie e fuori uso
Spente anche quelle alla stazione. Il Comune annuncia un progetto da 195.000 euro. Il Sap: ne servono di più moderne
PISTOIA. Praticamente inutili. Che siano 20 o 40 su 130 (il Comune è in grado di dire con esattezza quante) le telecamere non funzionanti in centro, a peggiorare la situazione vi è il fatto che l’impianto di videoregistrazione è guasto. In pratica, le forze dell’ordine dovrebbero imbattersi in diretta, davanti agli schermi, in un crimine, per poter intervenire o identificarne l’autore.
Il problema delle 130 telecamere chiamate a garantire la videosorveglianza in tempo reale della città da parte di polizia municipale e forze dell’ordine, è tornato d’attualità dopo l’aggressione di martedì pomeriggio in piazza Dante Alighieri. «Le telecamere all’esterno della stazione non funzionano», ripetevano mestamente i commercianti della zona.
L’assessore ai lavori pubblici, Mario Tuci, precisa che è in fase di ultimazione da parte del comando dei vigili urbani e del sistema informativo comunale un progetto per il ripristino dell’intero sistema di videosorveglianza. Costo stimato: 195.000 euro.
«Soldi che ci auguriamo siano reperiti - insorge Andrea Betti, consigliere di Pistoia Spirito Libero - È la condizione sine qua non per il nostro voto favorevole al bilancio 2016».
A febbraio, dopo la seconda interpellanza di Betti, Tuci aveva ammesso in consiglio che il sistemava di videosorveglianza cittadino presenta grossi problemi. In particolare Betti chiedeva chiarimenti sulla mancata registrazione e archiviazione delle immagini. «L’impianto - ha risposto Tuci - è composto da metodi di trasmissione mista (fibra, wireless e segnali radio), ed è stato realizzato nel 2008 integrando quello installato nel 2000. Oltre all’usura, ha dovuto fare i conti con i danni provocati dalla tempesta di vento del 5 marzo. Laddove le telecamere sono funzionanti - ha confermato l’assessore - talvolta le immagini non sono registrate perché l’hardware è da sostituire». Inoltre il malfunzionamento di alcuni dispositivi è causato da interruzioni nel circuito che collega alcuni apparecchi: ad esempio la centrale dei carabinieri è scollegata dal sistema per un guasto al ripetitore, piazzato sullo stadio.
Tuci rassicura che il progetto di ripristino è in fase di ultimazione, ma il sindacato di polizia Sap interviene con un appello e una considerazione: «Rispetto ad alcuni mesi fa - afferma Andrea Carobbi Corso, segretario provinciale del Sap - la situazione è quasi peggiorata. Non c’erano telecamere funzionanti per l’aggressione alla stazione, né per le rapine a Sant’Agostino. Nonostante il massimo impegno delle forze dell’ordine Pistoia non è un’isola felice, al riparo da episodi criminosi, e considerato il continuo taglio al personale preposto alla sicurezza dei cittadini, abbiamo bisogno di un sistema di videosorveglianza efficiente. Questo anche nell’ottica dell’affluenza che sarà registrata il prossimo anno, con Pistoia capitale italiana della cultura». Ma non basta: «È inutile - aggiunge Carobbi Corso - ripristinare telecamere che non registrano oltre 50 metri di distanza o non forniscono immagini nitide la notte. Ci sono aziende private che si sono dotate di impianti di videosorveglianza più all’avanguardia, e a prezzi non inaccessibili». Insomma non basta ripristinare l’attuale sistema se non è completamente utile al lavoro delle forze dell’ordine.
Tiziana Gori
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