Il Tirreno

Pistoia

Baldi: i commercianti non sono usurpatori

Il consigliere regionale Pd interviene sul regolamento dei dehor. “Dobbiamo stare con le imprese”

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PISTOIA. "Il comparto del turismo e del pubblico esercizio nel centro storico di Pistoia non è una sommatoria di iniziative private. È un sistema, un sistema che produce lavoro, economia, ma anche società e cultura. Proprio come una fabbrica, tradizionalmente al centro dei pensieri e delle attenzioni di partiti e movimenti di sinistra. Chi lo amministra e si propone di regolamentarlo, deve farlo con questa consapevolezza".

Lo scrive Massimo Baldi, consigliere regionale Pd, in un intervento diffuso ieri. "Lo affermo - spiega Baldi - perché a volte si ha la sensazione che gli imprenditori del commercio del centro siano trattati da alcuni miei compagni di partito come potenziali usurpatori di un luogo pubblico mediante l'esercizio di interessi privati. Come un fenomeno, insomma, nei cui confronti l'attività di regolamentazione debba avere funzione ostativa e limitativa, di preservazione dello spazio pubblico come se fosse una riserva ambientale minacciata da un insediamento abusivo (eppure a Pistoia non ci sono quei minimarket h24 che Dario Nardella, giustamente, cerca di limitare a Firenze)”.

Baldi non fa riferimenti espliciti, ma è abbastanza chiaro che il consigliere regionale sta criticando l’amministrazione comunale, che nei mesi scorsi ha respinto 23 richieste su 48 di rinnovo delle concessioni per i dehors, i tavolini esterni ai locali.

“Chi adotta questa impostazione, tutta ideologica - precisa Baldi - non si rende conto che in realtà a rendere 'pubblico' il centro storico, a partire dal 2001, è stata prioritariamente se non unicamente l'iniziativa privata di questi imprenditori, che con il loro lavoro e la loro iniziativa hanno reso attraente, vivace e culturalmente fertile un centro antico che prima di allora, dopo le sette di sera, era un deserto in cui sguazzavano criminalità e consumo di stupefacenti”.

“Per questo – continua Baldi – sento l'esigenza di questa amichevole invasione di campo. Il regolamento sui dehors e sui dispositivi di riscaldamento esterno (i cosiddetti funghi) rischia di divenire un terreno delicato in cui si giocano le sorti del futuro produttivo e culturale del centro storico. Ed è un rischio che, proprio alla vigilia dell'anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura, non ci conviene correre. È dalla parte degli imprenditori, degli esercenti e dei lavoratori, e non contro di loro che dobbiamo immaginare il centro storico di oggi e di domani".

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