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Pistoia

Aggressione, fuori pericolo i due ragazzi

Aggressione, fuori pericolo i due ragazzi

Operato il sedicenne. La zia della 14enne: volevano cavarle gli occhi, ma mia sorella non aveva denunciato quei nomadi

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PISTOIA. È stato operato per scongiurare lesioni al polmone il ragazzo di 16 anni aggredito martedì pomeriggio in piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione di Pistoia. Per lui, come per la fidanzatina di 14 anni, la prognosi è di 30 giorni, ma sono fortunatamente fuori pericolo. I due ragazzi, entrambi residenti a Prato, hanno vissuto un’esperienza agghiacciante, circondati e picchiati da un gruppo di persone (quattro quelle identificate nel volgere di poche ore dai carabinieri del Norm, ma secondo il racconto reso dalla ragazza ai familiari sarebbero state di più) e denunciate per il reato di lesioni personali aggravate in concorso. Non è stato possibile l’arresto, mancando la flagranza del reato, ma non è escluso che gli elementi investigativi nelle mani del magistrato che coordina le indagini, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco, possano portare a sviluppi diversi nei prossimi giorni. I denunciati sono una donna di 51 anni, un uomo di 35, una ragazza di 18 e un’altra di 17. L’uomo risulta abitare all’insediamento sinti di Sant’Agostino, le donne in private abitazioni in città.

Quella messa in atto nei confronti dei due ragazzi sarebbe stata una vera e propria spedizione punitiva. L’unica loro responsabilità il fatto che la mamma della ragazza sia stata ascoltata in questura in relazione alla commissione di uno scippo due mesi fa.

Due giorni fa la donna e i due adolescenti si trovavano in piazza Alighieri e sarebbero stati riconosciuti dalla 51enne. Peraltro la nomade avrebbe già minacciato in precedenza la donna, dopo essere venuta a conoscenza che l’avevano chiamata in questura. Circa un quarto d’ora dopo che la madre della ragazzina se n’era andata via in bus la spedizione punitiva è ricomparsa in piazza Alighieri e ha preso di mira i due ragazzi. «Mia sorella - spiega la zia della 14enne - era alla stazione circa due mesi fa, e c’era una zingara che stava dicendo cosa aveva fatto... Le telecamere devono aver ripreso tutto, la polizia è risalita a chi era lì e li hanno sentiti. Mia sorella non ha denunciato nessuno. Ieri pomeriggio (due giorni fa, ndr) ha riconosciuto quella donna alla stazione. L’ha vista allontanarsi, ma dopo un po’ è tornata con un gruppo di persone». I ragazzi hanno riferito ai familiari che due uomini avrebbero bloccato il 16enne, che cercava di difendere la fidanzata, e cinque donne la giovane. Una delle donne aveva un oggetto acuminato in mano, un uncino come quelli usati per tenere appese le carni, ma di dimensioni più piccole. «Le hanno detto che volevano cavarle gli occhi. Li hanno colpiti più volte, con calci e anche con quell’uncino: mia nipote ha ferite alle mani, sul collo, alla schiena e anche sulla testa. Lui ha avuto la perforazione della pleura ed è stato operato per scongiurare lesioni al polmone. Gli hanno messo anche sette punti sulla schiena, e ha l’orecchio sinistro mezzo tagliato». «Erano le tre del pomeriggio - racconta la zia - c’erano persone intorno, ma nessuno è intervenuto».

Ieri i carabinieri hanno lanciato un invito ai cittadini che eventualmente avessero assistito all’aggressione a farsi avanti e presentarsi al comando di viale Italia. Ogni dettaglio potrebbe essere rilevante per le indagini.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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