Il Tirreno

Pistoia

Selva Bassa a Baldi e ai fratelli Vizzino

Tiziana Gori
I campi da tennis e i campetti polivalenti coperti (foto Gori)
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I campi da tennis e i campetti polivalenti coperti (foto Gori)

È la Fun Forest Srl dei titolari del ristorante San Pietro ad essersi aggiudicata la vendita all’asta dello Sporting Club

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QUARRATA. È andata alla Fun Forest Srl di Maurizio Baldi e dei fratelli Massimiliano e Antonio Luigi Vizzino l’aggiudicazione provvisoria del Selva Bassa Sporting Club. Aggiudicazione che diventerà definitiva, vista la rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione del Comune di Quarrata. Maurizio Baldi è il proprietario del fondo del ristorante San Pietro di Olmi, di cui sono gestori i fratelli Vizzino, conosciutissimi a Quarrata. Dopo il passaggio di proprietà e la stesura del progetto partiranno, presumibilmente a settembre, i lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’impianto sportivo, che saranno ultimati in alcuni mesi.

Il 2 febbraio si è tenuta l’udienza per la vendita senza incanto del compendio aziendale di pertinenza del fallimento. La società cooperativa a responsabilità limitata Selva Bassa Sporting Club è stata dichiarata fallita il 3 luglio 2014 dal tribunale di Pistoia, che ha nominato il dottore commercialista Gabriele Cappellini curatore fallimentare. Nata nei primi anni ’80 dalla volontà di alcuni (abbienti) quarratini, che si sono associati in cooperativa, il Selva Bassa Sporting Club di via Boschetti e Campano ha rappresentanto per molti anni un punto di riferimento nella Piana. «Nel 1982 - ha ricordato l’assessore Francesca Marini in consiglio comunale - era stata stipulata una prima convenzione tra il Comune e la Selva Bassa, che su un’area a verde pubblico di propria proprietà aveva chiesto di realizzare 4 campi da tennis, spogliatoi e una piscina. Il Comune ha dato il via libera, a patto che se ne garantisse l’uso pubblico e prevedendo, all’eventuale scioglimento della cooperativa, il passaggio gratuito dell’impianto all’ente locale. Al Comune veniva inoltre garantito l’utilizzo di due campi da tennis e della piscina due giorni alla settimana». Nel 1994 la decisione di recedere dall’uso pubblico dietro la corresponsione di una cifra pari a 178 milioni e 827.400 lire. «Il Comune ha rinunciato - continua Marini - al conferimento dell’impianto a fronte del riconoscimento del diritto di prelazione: la cooperativa si vincolava a vendere o cedere a società con gli stessi scopi».

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«Una serie di fattori - prosegue il sindaco Marco Mazzanti - hanno inciso sul fallimento, e tra questi anche un gravissimo incidente accorso nell’estate del 1990». Quando una giovane quarratina di 15 anni è rimasta tetraplegica in seguito al trauma riportato da una caduta contro il bordo della piscina. «Non avendo la possibilità di risarcire - afferma Mazzanti - la famiglia i soci hanno detto: bene, prendete la struttura, noi si chiude banco e chicchi e si va via. Ci è stato chiesto dal curatore fallimentare se era possibile ampliare la possibilità di mercato, rinunciando alle nostre prerogative. Svolta un’attenta valutazione dello stato in cui si trova l’immobile abbiamo capito di non avere interesse a partecipare all’asta, mantenendo il diritto di prelazione».

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Diritto che il Comune rinuncia però a esercitare dopo l’aggiudicazione provvisoria per 761.500 euro alla Fun Forest Srl. «Abbiamo fatto un sopralluogo coi tecnici - informa Mazzanti - Per le eventuali ristrutturazioni che potevamo ritenere necessarie servirebbe un altro mezzo milione di euro. E poi, da tempo, abbiamo valutato che l’area per realizzare il nostro polo sportivo, con palestra e piscina, è vicino al palazzetto di via Arcoveggio, in una zona di proprietà pubblica». Il Comune aveva, in teoria, tempo fino al 3 aprile per esercitare il diritto di prelazione, ma la curatela fallimentare è stata informata da tempo che il diritto non sarà esercitato. Il tutto è sancito da una delibera di consiglio comunale, la numero 7 del 4 marzo 2016.

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